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Inclusione scolastica, un solo documento per la certificazione dell’alunno

Nello schema di decreto attuativo sull’inclusione scolastica trasmesso dal governo al Parlamento viene prevista una semplificazione con la nascita di un unico documento, la “valutazione diagnostico-funzionale” invece dei due oggi in vigore

18 gennaio 2017

ROMA – Arriva la "valutazione diagnostico-funzionale", un nuovo strumento per la valutazione dell’alunno e dello studente con disabilità certificata che sarà il fondamento su cui definire le diverse provvidenze di cui avrà bisogno per una piena inclusione scolastica. La previsione è contenuta nello schema di decreto sull’inclusione scolastica, uno degli otto decreti attuativi della legge 107/16 trasmessi dal governo al Parlamento.
 
La relazione introduttiva spiega che l’articolo 5 dello schema di decreto individua la "valutazione diagnostico-funzionale" in luogo della "diagnosi funzionale" del "profilo dinamico-funzionale", quale nuovo strumento per la definizione del cosiddetto ''funzionamento'' dell'alunno e dello studente con disabilità certificata ai sensi della legge n. 104 del 1992, che costituisce il fondamento su cui definire le diverse provvidenze, ivi incluso il diritto al sostegno didattico, di cui l'alunno o lo studente ha bisogno (e diritto) per una piena inclusione scolastica. Si tratta, in concreto, di una semplificazione sia in termini documentali (un solo documento in luogo di due) che in termini temporali, avendo superato la vecchia dicotomia documentale di cui all'articolo 12, della legge n. 104 del 1992 che, a tal fine, si provvede a novellare, che presupponeva una concatenazione logico-consequenziale dei documenti, peraltro redatti da soggetti diversi, che implicava gioco-forza un allungamento dei tempi.
 
Al comma 2 si provvede a rinviare ad apposito DPCM, da adottare di concerto con i Ministri competenti e previa intesa con la Conferenza Unificata tenuto conto dei diversi livelli istituzionalmente coinvolti, la definizione dei contenuti della nuova "valutazione diagnostico funzionale", definendo, al contempo, i criteri di redazione della stessa nonché le modalità di individuazione dell'alunno e dello studente con disabilità, e ciò al fine di addivenire ad una definizione uniforme del documento su tutto il territorio nazionale onde evitare difformità applicative e superare le attuali discrasie normative. All'atto dell'emanazione del predetto DPCM, così come previsto dall'articolo 20, comma 3, del presente decreto, saranno abrogate le norme che attualmente disciplinano gli aspetti contenuti nel DPCM. Al comma 3, in fine, è previsto che al fine di garantire prestazioni omogenee sul territorio nazionale e le conseguenti modalità attuative, l'INPS, di concetto con il Ministero della Salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, fissi linee guida contenenti i criteri per la definizione e la redazione della certificazione o della documentazione del medico-specialista di cui all'articolo 7, comma 2, lettera a), del presente decreto.

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