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Inclusione scolastica, First: “In Italia è solo retorica, i soldi sono altrove”

"L'inclusione scolastica non esiste. In Italia è solo mera retorica perché i soldi non sono entrati a scuola". Parla chiaro Maurizio Benincasa, presidente della First (Federazione italiana rete sostegno e tutela delle persone con disabilità) che riunisce 65 movimenti. In Senato convegno sul tema

3 ottobre 2017

ROMA - "L'inclusione scolastica non esiste. In Italia e' solo mera retorica perché i soldi non sono entrati a scuola". Parla chiaro Maurizio Benincasa, presidente della First (Federazione italiana rete sostegno e tutela delle persone con disabilità, già Rete di 65 movimenti), in occasione del primo convegno della Federazione in Senato sul tema 'L'Inclusione scolastica, la vita autonoma e indipendente e il dopo di noi'. "Le Regioni prendono le risorse dal Fondo nazionale per l'autosufficienza e dal Fondo nazionale per le politiche sociali- fa sapere il presidente della First-. Occorrerebbe un miliardo di euro per questi due fondi, ma abbiamo poco meno di 600 mila euro. Gli enti locali e le Regioni non ce la fanno. Abbiamo quindi una carenza drammatica di servizi- continua Benincasa- con pochissime ore di sostegno e bambini che non entrano a scuola. Siamo una federazione nazionale e la situazione e' drammatica ovunque. Mancano i servizi essenziali che non rendono effettivi i diritti- afferma il presidente First- ed e' gravissimo che le misure siano vincolate alle risorse di bilancio".
 
Passando alla continuita' didattica, aggiunge: "In Italia il fabbisogno reale e' di 150 mila cattedre sul sostegno, ma il ministero parte da un fabbisogno di 100 mila. Cosi' la scuola inizia con pochissime ore di sostegno in attesa dell'organico di fatto e le famiglie vanno davanti ai giudici. Inoltre, non esiste il trasporto per il bambino con disabilita'- denuncia Benincasa- non esistono gli assistenti all'automomia e alla comunicazione, se non per poche ore". Un'amara constatazione per il presidente della First, consapevole che "sull'inclusione scolastica ci giochiamo tutto, perché riguarda le fasi piu' importanti della crescita di ogni persona. Se seminiamo male raccoglieremo solo rabbia e frustrazione".
 
La battaglia della First e' iniziata lo scorso 27 gennaio a Palermo, "quando ha riunito il mondo della scuola con quello delle famiglie per discutere della delega contenuta nella legge 107 del 2015, il cui comma 180 prevedeva l'adozione del decreto legislativo. Il legislatore aveva infatti previsto 18 mesi di tempo per adottare lo schema legislativo- ricorda il presidente Benincasa- e il testo fu licenziato in 6 mesi, ma e' mancato il confronto con le parti sociali. Come First ci siamo rifiutati di partecipare al balletto delle audizioni, in quanto lo schema di fondo non poteva essere modificato e di fatto venivano escluse le famiglie dai momenti di valutazione e partecipazione dei propri figli".
 
Adesso la First attende i decreti attuativi del decreto legislativo 66 del 2017. "Abbiamo richiesto, in base all'articolo 15, di far parte dell'Osservatorio per l'inclusione scolastica per offrire il nostro contributo specialistico. La First e' l'unica federazione che raggruppa due mondi sempre divisi: il mondo dei docenti di sostegno e quello delle famiglie e degli assistenti alla comunicazione. Pensiamo di avere una competenza specialistica non indifferente".
 
Per migliorare l'inclusione delle persone con disabilita' Benincasa propone otto obiettivi: "Aumentare le risorse. Il Fondo nazionale per l'autosufficienza e il Fondo nazionale per le politiche sociali sono un problema della politica e non delle associazioni. Istituire il garante nazionale e i garanti regionali della disabilita'. Fare gli accordi di programma previsti dall'articolo 13 della legge 104 del 1992. Promuovere per i caregiver la legge della Francia o della Germania, cosi' da aiutare coloro che aiutano. Rendere accessibile la giustizia alle persone con disabilita', spostando la competenza al giudice dei servizi fondamentali, che e' il tribunale ordinario. Prevedere l'esonero dal pagamento di tutti i contributi nelle controversie che riguardano le persone con disabilita. Trasformare l'organico di fatto in organico di diritto. E, infine, utilizzare meglio e di piu' le risorse europee previste dall'Agenda 2010-2020. Non dobbiamo arretrare di un solo passo- conclude Benincasa- nella difesa dei diritti fondamentali".

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