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Trento, aumentano gli studenti con “bisogni educativi speciali”

Sono sempre di più gli alunni che hanno bisogno di aiuto. Solo nelle scuole primarie sono 854: +8% rispetto all’anno scorso. Ma le cattedre di sostegno sono le stesse del 2016

30 agosto 2017

TRENTO – Solo a Trento, sono 854 i bambini della scuola primaria che hanno bisogno di attenzioni speciali. E a questi vanno aggiunti altri 640 studenti delle scuole medie. Cifre, queste, che prendono in considerazione solo gli allievi che hanno una disabilità (fisica o psichica) certificata in base alla legge 104. Accanto a loro, ci sono però anche compagni con disturbi di apprendimento o “svantaggi culturali socio-culturali” legati per lo più a gravi situazioni familiari. I numeri, riferiti da Andrea in un articolo su “Il Trentino”, emergono dai documenti del servizio provinciale della conoscenza che ha messo a disposizione per l’anno scolastico 2017-2018 una serie di stanziamenti che serviranno per pagare gli insegnanti di sostegno ma anche le collaborazioni esterne che - in Trentino - affiancano i docenti di ruolo. Solo per le scuole elementari e medie parliamo di circa 4 milioni di euro, per l’intero anno scolastico, a cui vanno aggiunti i finanziamenti (minori) che servono per l’attività di sostegno prevista per le scuole superiori e professionali. Solo dall’anno scolastico scorso gli studenti certificati con qualche grado di disabilità in base alle legge 104 (quelli in base a cui vengono stabiliti gli organici degli insegnanti di sostegno) sono aumentati dell’8 per cento circa. Parliamo di una piccola percentuale rispetto al totale degli studenti trentini (circa il 3 per cento) ma tutt’altro che trascurabile.
 
Gli uffici scolastici provinciali da anni tengono d’occhio l’aumento dei ragazzi con bisogni educativi speciali che solo in minima parte si spiega con l’aumento dei giovani con disabilità, problemi di apprendimento o di comportamento. Gli esperti sono concordi che l’aumento di questo numero vada spiegato con una maggiore attenzione rispetto al fenomeno, sia da parte dei genitori che da parte delle istituzioni scolastiche. La linea della Provincia è quella di garantire ai ragazzi con bisogni educativi speciali, per quanto possibile, lo stesso percorso di apprendimento degli altri ragazzi, con risorse aggiuntive sia in termini di personale che in termini finanziari, utili per pagare progetti speciali da affiancare alla normale attività didattica. Ma nonostante l’aumento dei ragazzi con bisogni educativi speciali il numero di cattedre di sostegno a tempo indeterminato è rimasto immutato rispetto all’ultimo anno scolastico: 236 per la scuola primaria e 181 per la scuola media. Dalla Provincia fanno comunque sapere che sarà possibile - come gli anni scorsi - un intervento durante l’anno scolastico per aumentare le risorse disponibili, in base alle necessità che manifesteranno gli istituti scolastici.

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