SuperAbile







Invalsi, “i nostri figli disabili esclusi. Un passo indietro nel cammino verso l’inclusione”

Lettera dell’associazione “La nostra famiglia”, che riflette sulle prove Invalsi, da cui “di fatto” gli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali sono esclusi. “Un sistema di valutazione nazionale deve trovare il modo di valutare tutti gli studenti, mettendoli nella condizione di affrontare con dignità e consapevolezza questa esperienza”

15 maggio 2017

VICENZA - “Qual è il vero senso delle prove Invalsi e come si ripercuote sull'inclusione scolastica?”: è la domanda che si sono posti i genitori dell’associazione vicentina “La Nostra Famiglia”, dopo aver ascoltato alcune testimonianze di famiglie con bambini e ragazzi con disabilità, preoccupate per una gestione poco chiara dello svolgimento dei test, in alcune scuole della città. “Le valutazioni Invalsi hanno, per legge, l’unico scopo di “offrire ai decisori istituzionali dati attendibili e indicazioni utili per le scelte di governo del sistema di istruzione e formazione e fornire alle scuole un utile e affidabile strumento di conoscenza per riflettere sugli esiti dell'attività di insegnamento/apprendimento”. Eppure, osservano genitori, “nella prassi obiettivo si ripercuote sugli alunni e sugli studenti, che spesso si trovano a dover diventare competenti non in italiano e matematica, ma nel rispondere alle domande ‘tipo Invalsi’, per usare un termine spesso usato dagli stessi insegnanti. Questo comporta una sorta di ‘addestramento’ – osserva l’associazione - che fa sì che si perda di vista non solo lo scopo per cui le prove erano state introdotte (valutare la qualità dell'insegnamento per migliorarla) ma anche lo scopo formativo dell'insegnamento”.
 
Cosa ha a che fare tutto questo con la disabilità? “In questa corsa al punteggio più alto, si registra, inoltre, un enorme passo indietro della scuola rispetto al percorso di inclusione scolastica – spiegano i genitori - perché vengono esclusi dalla valutazione del sistema di istruzione gli esiti delle attività di insegnamento sui livelli di apprendimento degli alunni con disabilità. Questo cosa vuol dire? La scuola non deve essere valutata anche rispetto a come istruisce alunni e studenti con disabilità?”
 
Non solo: gli alunni con disabilità vengono spesso esclusi anche dall’esecuzione stessa delle prove: “nella corsa al massimo punteggio nelle prove Invalsi (che influisce sulla valutazione degli insegnanti, della scuola e quindi sui finanziamenti che gli istituti ricevono dallo Stato), si arriva in molte scuole ad escludere gli alunni con disabilità dalla vita della classe in tutta quella fase di pre-addestramento alla prova Invalsi. E durante lo svolgimento della prova cosa accade?
 
La norma prevede che al dirigente scolastico spetti la decisone di far svolgere o una attività alternativa alla prova Invalsi o una prova invalsi personalizzata (ma non valutata) all'alunno con disabilità certificata, per farlo partecipare ad un evento che comunque coinvolge tutta la classe, a patto però che ‘non disturbi’ lo svolgimento delle prove!”.
 
Sorte simile spesso tocca agli alunni cosiddetti Bes, quelli che hanno “bisogni educativi speciali”: per loro “è previsto che siano automaticamente inclusi nello svolgimento delle prove, con eventuali strumenti di sostegno didattico. Purtroppo però, spesso queste indicazioni non vengono rispettate e alcuni genitori si sentono addirittura proporre dalla scuola di tenere a casa i loro figli nei giorni dei test, perché la scuola nemmeno si adopera per lo svolgimento di prove Invalsi personalizzate (anche se poi non valutate) o adattate, per quegli alunni che, con i cosiddetti strumenti dispensativi e compensativi, le prove invalsi ‘standard’ potrebbero svolgere al pari dei loro compagni di classe”.
 
Tutto questo non piace affatto alle famiglie: “a nostro parere – spiega l’associazione - un sistema di valutazione nazionale deve trovare il modo di valutare tutti gli studenti. Mettendoli nella condizione di affrontare con dignità e consapevolezza questa esperienza. Anche perché escludendone una parte, i dati che ne risulteranno saranno falsati e non rispecchieranno il reale posizionamento degli istituti”.
 

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati