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Inclusione scolastica, chi fa cosa: ecco le competenze

Nello schema di decreto attuativo sull’inclusione scolastica la ripartizione delle competenze fra lo Stato, le regioni e gli enti locali: si parla di istituzioni scolastiche, diritto allo studio, erogazione dei sussidi didattici. Ecco i dettagli

18 gennaio 2017

ROMA – Un po’ di chiarezza nella disciplina vigente, per definire quanto spetta allo Stato, quanto alle regioni e quanto agli enti locali. Lo schema di decreto attuativo sull’inclusione scolastica, approvato dal Consiglio dei ministri e trasmesso a Montecitorio, individua le prestazioni per l'inclusione scolastica effettuando una ricognizione dei compiti già assegnati, a normativa vigente, a ciascun Ente istituzionalmente preposto a garantire il diritto-dovere all'istruzione degli alunni e degli studenti con disabilità.
 
La relazione introduttiva spiega che “le scelte in materia di disabilità, storicamente, vanno nella direzione di definire un sistema integrato degli interventi fra servizio sociale, sanitario ed istruzione. La legge 104 del 1992 è stato il primo intervento legislativo di carattere organico che interessa la persona disabile, dalla nascita alla vecchiaia, nei diversi ruoli della vita: alunno, studente, lavoratore etc .. La legge 328 del 2000 disegna un Sistema locale dei servizi integrati in rete disciplinato legislativamente, da ciascuna Regione, per realizzare il coordinamento e l'integrazione dei servizi servizi sociali, sanitari e all'istruzione”. Pertanto, si legge nella relazione, “in virtù dell'attuale assetto di riparto delle competenze come tracciato dal vigente Titolo V della Costituzione, la norma cristallizza quanto spettante allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali come rinvenibili nelle plurime normative, discretamente stratificate, che disciplinano il supporto all'inclusione scolastica intesa come un elemento concorrente alla realizzazione del "Progetto di vita" della persona disabile”.
 
Nel dettaglio, le funzioni che competono allo Stato sono: 1. l'assegnazione, per il tramite dell'Amministrazione scolastica, dei docenti per il sostegno didattico, al fine di assicurare il diritto all'educazione e all'istruzione degli alunni e degli studenti di cui al comma l nella scuola statale; 2. l'assegnazione, per il tramite dell' Amministrazione scolastica, del personale ausiliario nella scuola statale, per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti dal profilo professionale, ai sensi della seguente normativa: 3. la costituzione delle sezioni per la scuola dell'infanzia e delle classi prime per ciascun grado di istruzione, in modo da consentire, di norma, la presenza di non più di 22 alunni ove siano presenti studenti con disabilità certificata, fermo restando il numero minimo di alunni o studenti per classe, ai sensi della normativa vigente; 4. la definizione dell'organico del personale ATA, tenendo conto, in sede di riparto delle risorse professionali, della presenza di alunni e di studenti con disabilità certificata presso ciascuna Istituzione scolastica statale, anche in deroga ai vincoli numerici come previsti dalle disposizioni vigenti; 5. assegnare alle istituzioni scolastiche paritarie un contributo economico, parametrato al numero degli alunni e degli studenti con disabilità certificata frequentanti, finalizzato all'inclusione scolastica degli stessi.
 
Alle Regioni, previa intesa in sede di Conferenza unificata, compete assicurare la progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all'assistenza educativa e all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale, anche attraverso previsione di specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei compiti assegnati, posti assegnati, fermi restando gli ambiti di competenza della contrattazione collettiva e nei limiti dell'autorizzazione di spesa vigenti.
 
Agli Enti locali, ferma restando la ripartizione delle competenze prevista dall'articolo l, comma 85 e seguenti della legge 7 aprile 2014, Il. 56, competono: a) l'assegnazione del personale dedicato all'assistenza educativa e all'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione personale; b) i servizi per il trasporto per l'inclusione scolastica; c) l'accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche statali.
 
La relazione introduttiva afferma anche che “il decreto definisce una prestazione comune a ciascuno degli Enti istituzionalmente preposti alla garanzia dell' inclusione scolastica nell'ambito della strumentazione didattica, ovvero statuisce la garanzia in capo allo Stato (Istituzioni scolastiche), alle Regioni (diritto allo studio) e agli Enti locali (erogazione dei sussidi didattici) dell'accessibilità e della fruibilità di strumentazioni tecnologiche e digitali nell'ambito della didattica, oggi indispensabili per l'apprendimento degli alunni e degli studenti con determinate tipologie di disabilità, quali, ad esempio, quelle sensoriali”. Il decreto prevede, infine, che con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988 n. 400, vengano definiti i criteri e i parametri di definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) per l'attuazione di quanto previsto al comma 2, lettera c) modificando il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 119.

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