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Studente Down senza sostegno, segnalazione al ministro. In Veneto solo 6 su 10 insegnanti stabili

Sei su dieci sono assunti a tempo indeterminato, gli altri quattro sono supplenti, senza alcun titolo di specializzazione, pescati ogni sei mesi dalle graduatorie di istituto. L’assessore regionale Donazzan: “Serve più autonomia delle regioni per coprire i posti e formare i docenti”

18 gennaio 2017

BELLUNO - Il caso del ragazzino con sindrome di Down che dall'inizio dell'anno non ha ancora un insegnante di sostegno stabile è emblematico, per il senatore bellunese Giovanni Piccoli, il quale si ripromette, come riferisce il Corriere delle Alpi, di segnalare quanto prima questo episodio al ministro all'istruzione Valeria Fedeli. Un caso emblematico ma non l'unico. Lo evidenzia il senatore, dopo aver visionato i dati diramati dall'Ufficio scolastico regionale: in Veneto solo sei su dieci insegnanti sono stabili, assunti a tempo indeterminato. Quattro su dieci sono supplenti, senza alcun titolo di specializzazione, pescati ogni sei mesi dalle graduatorie di istituto. E ciò spiega la continua girandola dei supplenti.
 
Quasi la metà dei 16.300 alunni disabili “certificati” che frequentano le scuole dell'obbligo e superiori della regione non possono, quindi, contare sulla presenza di un insegnante stabile che li affianchi con continuità dall'inizio alla fine dell'anno scolastico. “Si tratta di una questione non più sostenibile, che tocca nel profondo le dinamiche familiari e che rischia di compromettere il percorso di autonomia dei bambini più svantaggiati”, dice Piccoli. “Con il precedente ministro non è stato possibile aprire un dialogo serio, mi auguro che la nuova titolare del dicastero, Valeria Fedeli, sia più sensibile. Regionalizzare le graduatorie e i concorsi significa legare i servizi scolastici, di ogni ordine e grado, ai reali fabbisogni del territorio: ed è questo il contenuto di una mia recentissima interrogazione al ministero dell'istruzione. Per loro natura, gli insegnanti di sostegno devono avere una loro preparazione specifica ma soprattutto devono tessere con l'allievo un rapporto di fiducia che deve essere coltivato necessariamente nel tempo. La logica dei supplenti è deleteria”. Sulla stessa lunghezza d'onda è l'assessore regionale Elena Donazzan che premette: “Nella nostra regione mancano maestri e professori specializzati nell'insegnamento ad allievi con disabilità fisiche e psichiche perché le università del Veneto non sono autorizzate ad attivare corsi di specializzazione sufficienti. Degli 8004 posti di sostegno autorizzati in Veneto solo 4800 sono coperti da insegnanti stabili. Il Veneto rivendica ancora una volta più autonomia. Perché dev'essere il ministero, a Roma, ad autorizzare il numero di corsi di specializzazione per il sostegno, negli atenei? Se fossero le regioni, sentiti gli uffici scolastici regionali, a programmare il fabbisogno formativo, potremmo evitare la giostra delle supplenze e saremmo in grado di affidare tutti i nostri alunni più fragili e più bisognosi di assistenza nell'apprendimento ad insegnanti competenti, motivati, qualificati e di ruolo”.

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