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Inclusione scolastica, troppe barriere e poca tecnologia

Secondo il Rapporto Istat sull'integrazione scolastica, al Sud solo il 73% delle scuole primarie è accessibile e appena il 69,2% ha servizi igienici a norma, ma le scuole sono poco accessibili in tutto il territorio nazionale: pochi i plessi con segnali visivi, acustici e tatti per alunni con disabilità sensoriali. Scarso ancora l'utilizzo delle nuove tecnologie per l'inclusione

22 dicembre 2016

ROMA – Sono ancora troppi plessi scolastici con barriere architettoniche. Secondo il Rapporto Istat sull'inclusione scolastica, è nel Mezzogiorno che si rileva la percentuale più bassa di scuole con scale a norma nelle scuole primarie (73%), mentre nelle scuole secondarie è il Centro, con l’81,1%.
Sempre nel Mezzogiorno si ha la minore presenza di servizi igienici a norma: la percentuale si ferma al 69,2% nelle scuole primarie e al 74,5% in quelle secondarie di primo grado; il Nord è, invece, la ripartizione territoriale con la percentuale più elevata di caratteristiche a norma dei plessi scolastici: l’81,3% di scuole primarie e il 85,7% di scuole secondarie ha scale a norma; l’81,6% di scuole primarie e il 84,2% di scuole secondarie ha servizi igienici a norma.
 
Le scuole sono però poco accessibili in tutto il territorio nazionale, se si considera la presenza di segnali visivi, acustici e tattili, per favorire la mobilità all’interno della scuola di alunni con disabilità sensoriali, oppure, in generale, di percorsi interni ed esterni accessibili. Solo il 26,5% delle scuole primarie del Nord ha all’interno del plesso scolastico mappe a rilievo e/o percorsi tattili, la percentuale è ancora più bassa nelle scuole del Mezzogiorno, 15,4%. Lo stesso differenziale territoriale permane nella scuola secondaria: il 27,5% delle scuole secondarie di primo grado del Nord contro il 15,4% di quelle del Mezzogiorno. I percorsi interni ed esterni accessibili sono invece presenti nel 49,4% di scuole primarie del Nord contro il 39,8% di quelle del Mezzogiorno; la stessa tendenza è presente nelle scuole secondarie di primo grado in cui le percentuali sono rispettivamente del 50,1% e 42,3%. Solo il 15,0% le scuole primarie e secondarie di I grado che nel corso dell’anno scolastico 2015-2016 ha dichiarato di aver effettuato dei lavori per migliorare l’accessibilità dell’edificio, mentre c’è circa il 20% delle scuole in entrambi gli ordini scolastici che dichiara di non aver effettuato lavori pur avendone bisogno.
 
Nuove tecnologie, facilitatore poco utilizzato. La tecnologia dovrebbe svolgere una funzione di “facilitatore” nel processo di inclusione scolastica dell’alunno con disabilità, soprattutto nel caso in cui la postazione informatica è situata all’interno della classe in cui è presente l’alunno e nel caso in cui lo stesso ha a disposizione degli ausili didattici che facilitino lo svolgimento della didattica. Nel corso dell’indagine alle scuole è stato chiesto di segnalare la presenza di postazioni informatiche con periferiche hardware speciali e software specifici per la didattica speciale per alunni con diverse tipologie di disabilità, nonché l’utilizzo da parte dell’alunno con sostegno di ausili didattici messi a disposizione dalla scuola. È stata quindi misurata la presenza delle postazioni, la loro disponibilità quotidiana (presenza delle postazioni in classe), e il reale utilizzo della tecnologia nella didattica da parte dei docenti di sostegno. Circa un quarto delle scuole primarie e secondarie di primo grado non ha postazioni informatiche destinate alle persone con disabilità, con percentuali più elevate nel Mezzogiorno: il 31,5% delle scuole primarie e il 26,4% delle scuole secondarie, e più basse nel Centro con il 25,2% di scuole primarie e il 20,3% di scuole secondarie.
 
La regione che ha più scuole con postazioni informatiche adattate è l’Emilia-Romagna con l’84,5% delle scuole primarie e l’85,7% delle secondarie di primo grado. Le scuole meno dotate, sia per la scuola primaria che secondaria, sono quelle del Molise (con rispettivamente il 57,7% e il 52,5% delle scuole). Le postazioni informatiche adattate adibite all’inclusione scolastica sono situate prevalentemente in laboratori dedicati (57,7% delle scuole primarie e 54,8% delle scuole secondarie di primo grado). Meno frequente la presenza delle postazioni informatiche adattate nella classe dell’alunno con disabilità (40% nella scuola primaria e 36,7% nella secondaria di primo grado) e in aule specifiche per il sostegno (34% delle scuole primarie e 49,7% delle scuole secondarie di I grado). La percentuale di scuole nelle quali nessuno degli insegnanti di sostegno utilizza la tecnologia nella didattica, pur avendola a disposizione, è pari al 5,8% delle primarie e al 3,4% di secondarie di primo grado.
 
La provincia autonoma di Bolzano presenta la percentuale maggiore di scuole nelle quali nessun insegnante di sostegno utilizza la tecnologia nelle scuole primarie (23,8%); mentre nelle secondarie di primo grado è la provincia autonoma di Trento (12%). Su tutto il territorio nazionale la percentuale di scuole nelle quali nessun insegnante di sostegno ha frequentato corsi specifici in materia di tecnologie educative per gli alunni con disabilità rappresenta il 17,9% nella scuola primaria e il 15,2% nella secondaria di primo grado. Questa quota è particolarmente elevata, per entrambi gli ordini scolastici in Valle d’Aosta dove raggiunge il 42,9% delle scuole primarie e il 29,4% delle scuole secondarie di I grado.
 
Più di un quarto delle scuole, invece, ha tutto il personale di sostegno formato con corsi specifici con scarse differenze territoriali. Per quanto riguarda gli strumenti didattici compensativi si riscontra una forte eterogeneità nel loro impiego: gli ausili maggiormente utilizzati risultano essere gli apparecchi informatici e multimediali impiegati per la personalizzazione della didattica (per esempio: pc, tablet, registratori, lettori cd/dvd, fotocamere), in uso per quasi il 47% degli alunni con sostegno. Una quota importante, pari al 23,2% degli alunni, si avvale invece di software didattici per l’apprendimento, coerentemente con la presenza rilevante delle difficoltà di apprendimento nella popolazione scolastica con disabilità. Sussiste ancora una quota del 34,6% degli alunni che non si avvale di alcun ausilio didattico. Non si riscontrano sostanziali differenze, tra i due ordini scolastici, nell’impiego degli ausili didattici.

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