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Inail aggravamento e invalidità preesistenti

invalidità preesistenti e aggravamento

7 settembre 2018

Aggravamento
Il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 disciplina, all’art. 13, comma 4, l’aggravamento nei casi specifici di assicurati dichiarati guariti, con:





  • postumi inferiori al 6%, quindi nessun indennizzo per danno biologico (franchigia) nessun indennizzo per conseguenze patrimoniali
  • postumi dal 6% al 15%, spetta indennizzo per danno biologico in capitale, ma nessun indennizzo per conseguenza patrimoniali.
In tali casi è ammessa la domanda di aggravamento che comporta, se riconosciuto con una percentuale di inabilità entro il 15%, l’erogazione dell’indennizzo in capitale e in questo caso l’aggravamento può comportare l’adeguamento del precedente indennizzo in capitale, ma soltanto una volta.
Nel caso in cui l’aggravamento del danno riconosciuto sia superiore al 15%, avviene l’erogazione dell'indennizzo in rendita.
 Al verificarsi di  questo ultimo caso, l’importo della rendita viene decurtato del precedente indennizzo in capitale applicando una percentuale ad ogni rateo rendita.
 
La domanda di revisione per aggravamento va presentata presso la sede Inail di appartenenza corredata da un certificato medico dal quale risulti che si è verificato un aggravamento nelle conseguenze dell'infortunio, o malattia professionale, e risulti anche la nuova misura di riduzione all'attitudine al lavoro

in caso di invalidità preesistenti
  • Nel caso in cui l’assicurato, già colpito da uno o più eventi lesivi rientranti nella disciplina del danno biologico (D.Lgs 38 del 2000), subisca un nuovo evento lesivo si procede alla valutazione complessiva dei postumi e alla liquidazione di un’unica rendita o di un indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo delle menomazioni secondo i criteri di applicazione della tabella di indennizzo.
 L’importo della nuova rendita o del nuovo indennizzo in capitale è decurtato dell’importo dell’eventuale indennizzo in capitale già corrisposto e non recuperato.
  • Nel caso in cui l’assicurato sia affetto da menomazioni preesistenti al nuovo evento lesivo derivanti da fatti estranei al lavoro, (invalidità civile, di servizio e altro), il dirigente medico Inail ne terrà conto  se esse assumono rilevanza se concorrenti ed aggravanti la menomazione di origine lavorativa
  • Nel caso in cui l’assicurato sia affetto invece da menomazioni preesistenti di origine lavorativa ricadenti nella precedente disciplina del testo unico (DPR 1124 del 1965):
    • se sono indennizzate in rendita, il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle preesistenze. Ciò in quanto l’assicurato, oltre alla rendita spettante ai sensi della nuova disciplina, continuerà a percepire quella spettante ai sensi della precedente normativa;
    • se non sono indennizzate in rendita assumono rilevanza solo seconcorrenti e aggravanti le menomazioni derivanti dal nuovo evento lesivo.
Per approfondire:

Il tipo di indennizzo erogato viene stabilito in base al grado di menomazione (Tabella menomazioni):
  • inferiore al 6% nessun indennizzo per danno biologico (franchigia),nessun indennizzo per conseguenze patrimoniali;
  • dal 6% al 15% indennizzo del danno biologico in capitale (Tabella indennizzo),nessun indennizzo per conseguenze patrimoniali;
  • dal 16% al 100% indennizzo del danno biologico in rendita (Tabella indennizzo) indennizzo con ulteriore quota di rendita per conseguenze patrimoniali (Tabella coefficienti).
La Tabella delle menomazioni 
La tabella è prevista dal decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 e include circa 400 voci, consentendo di valutare menomazioni precedentemente non considerate, quali per esempio il danno estetico, quello all’apparato riproduttivo etc.

Tabella Indennizzo del danno biologico
La tabella è impostata secondo i seguenti criteri:
  •  areddituale, indipendente cioè dal reddito in quanto la menomazione in sé produce lo stesso pregiudizio alla salute per tutti gli essere umani;
  • crescente, al crescere della gravità della menomazione;
  • variabile, in funzione dell’età (decresce al crescere dell’età) e del sesso (tiene conto della maggiore longevità femminile);
  • uguale, per i settori industria e agricoltura.
La tabella indennizzo è strutturata secondo i seguenti criteri di applicazione:
  • inferiore al 6% è prevista la franchigia;
  • dal 6% al 15% è differenziata per sesso, l’indennizzo in capitale è in funzione dell’età e del grado di menomazione;
  • dal 16% al 100%: indennizzo in rendita in funzione del grado di menomazione.
La rendita vitalizia è calcolata come attualizzazione dell’indennizzo in capitale

Tabella dei coefficienti
È lo strumento per valutare l’ulteriore quota d’indennizzo in rendita relativa alle conseguenze patrimoniali presunte per gradi di menomazioni pari o superiori al 16%.
Il coefficiente si applica alla retribuzione effettivamente percepita dall’infortunato entro i limiti minimi e massimi previsti dal t.u.
L’ulteriore quota di rendita è commisurata all’incidenza della menomazione sulla capacità dell’infortunato di produrre reddito con il lavoro e tiene conto della categoria di attività dell’assicurato e della sua possibilità di ricollocarsi in un proficuo lavoro

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  • PNOFDN67A01F839T
    in 8 anni,7 interventi tra rischio di amputazioni negli ultimi interventi, ma la percentuale mai cambiata, quando potevo farlo ero sotto i ferri in sala operatoria, anche se ora la situazione e MOLTO cambiata mi dicono che sono fuori tempo quindi devo aspettare altri 2 anni circa ........



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