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In Interventi Inail


Invalidità lavorativa e collocamento mirato

L’esito dell’accertamento costituirà oggetto di informativa ai Comitati tecnici preposti alla definizione del percorso di inserimento al lavoro, ai sensi della legge n.68/1999

10 luglio 2017

 La Legge 68 del 12 marzo 1999, che tutela il diritto al lavoro delle persone con disabilità, ha acquisito il metodo del “collocamento mirato” con l’obiettivo di inserire il lavoratore con disabilità nel posto di lavoro più adatto perseguendo l’incontro tra le competenze del lavoratore e le esigenze delle imprese.

Per questo l’art. 2 della citata legge prevede che il Centro per l’impiego deve valutare le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e analizzare i posti di lavoro disponibili attuando forme di sostegno, e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti di lavoro.

In una apposita scheda devono essere annotate le competenze della persona disabile, la natura e il grado della disabilità e, nello stesso tempo, devono essere analizzate le caratteristiche dei posti da assegnare, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Per Approfondire:
 Nei confronti dei lavoratori con invalidità da lavoro Inail la Circolare 66 del 10 luglio 2001 ( Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale-Direzione Generale per l’Impiego Divisione III)  fornisce  Indicazioni operative in materia di accertamenti sanitari.
Con riferimento agli invalidi del lavoro, la specifica previsione della legge n.68 distingue con l’articolo 1, commi 4, 5 e 6, in tre grandi gruppi la categoria dei lavoratori con disabilità in  invalidi civili, invalidi del lavoro e invalidi di guerra e per servizio.
In realtà tale distinzione, per gli assicurati Inail invalidi del lavoro è da effettuarsi al momento accertativo della disabilità secondo i criteri adottati nel testo unico (DPR 1124/1965 e D.lgs 38/2000)  in materia di assicurazione,  lasciando intatta la validità delle procedure conseguenti, definite dalla normativa di riforma e finalizzate alla realizzazione del collocamento mirato.

Pertanto, tra gli iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio, le amministrazioni interessate hanno convenuto sull’opportunità che l’INAIL, in possesso di idonei strumenti tecnici e operativi e dotato delle necessarie professionalità, svolga l’accertamento dello stato invalidante ed il controllo sulla permanenza di tale stato con criteri e modalità aderenti a quanto delineato d.P.C.M. 13 gennaio 2000, articolando le relative scansioni procedurali, in quanto compatibili, sul modello così costruito.

L’ Inail utilizzerà pertanto, per l’individuazione della capacità globale del disabile, una scheda per la definizione delle capacità in linea con il predetto provvedimento, curando la formulazione della diagnosi funzionale e la redazione della relazione conclusiva che contiene "suggerimenti in ordine ad eventuali forme di sostegno e strumenti tecnici necessari per l’inserimento o il mantenimento al lavoro della persona disabile", in aderenza agli indirizzi programmatici di cui all’articolo 24 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n.38.
 
L’esito dell’accertamento costituirà oggetto di informativa ai Comitati tecnici preposti alla definizione del percorso di inserimento al lavoro, ai sensi della legge n.68/1999.
 
 Con riferimento al mantenimento del posto di lavoro il "Regolanto per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro. Legge 23 dicembre 2014, n. 190, articolo 1, comma 166" attribuisce all'Inail le competenze in materia di reinserimento r di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro.
Inail, Circolare n.51 del 30 dicembre 2016
 

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