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Riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo: il Crm Inail di Volterra compie 20 anni

È stato celebrato con un convegno al Parlamentino, il 15 ottobre, l’anniversario dell’apertura del Centro di riabilitazione motoria, specializzato nel recupero del gesto lavorativo e nella riabilitazione dei traumi complessi della mano, con un approccio olistico al paziente. In cantiere la realizzazione di un nuovo edificio per potenziare le attività

18 ottobre 2019

ROMA - Chiudere il cerchio della riabilitazione, intesa come presa in carico integrale del paziente, con il reinserimento sociale e lavorativo. È questo l’obiettivo che l’Inail persegue ormai da anni, e al quale il Centro di riabilitazione motoria di Volterra (Crm) contribuisce mettendo a disposizione un percorso riabilitativo che non si ferma al recupero dell’efficienza funzionale, ma punta al rientro dell’infortunato negli ambienti di lavoro e di vita. Alla struttura d’eccellenza, che lavora in sinergia con il Centro protesi di Vigorso di Budrio, l’Istituto ha dedicato un convegno durante il quale è stato approfondito il circuito virtuoso che lega riabilitazione e ricerca.
 
Protocolli terapeutici, sperimentazione e ricerca: presente e futuro. L’evento, articolato in due sessioni, si è aperto con il saluto del presidente dell’Inail, Massimo De Felice, che ha sottolineato l’unicità del ruolo dell’Istituto in questo ambito, seguito dagli interventi del presidente del Civ, Giovanni Luciano, e del presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer), Pietro Fiore. Una lectio magistralis su Riabilitazione e ricerca, tenuta dal Prorettore dell’università Campus Biomedico di Roma, Eugenio Guglielmelli, ha dato avvio alla prima sessione, dedicata al percorso riabilitativo e moderata da Giovanni Di Pino, responsabile dell’unità di neurofisiologia al Campus. Tra i relatori, il sovrintendente sanitario centrale dell’Inail, Patrizio Rossi, Paolo Catitti, dirigente medico della filiale romana del Centro protesi Inail, e l’equipe chirurgica dell’Hesperia Hospital di Modena, che collabora con il Crm per il recupero funzionale della mano.  La seconda parte dei lavori, invece, si è focalizzata sulle attività di ricerca e sui progetti in corso. 
 
I punti di forza del Centro di riabilitazione motoria. È stata Elisa Taglione, direttore sanitario del Crm, a illustrare le caratteristiche peculiari del Centro, a partire dalla presa in carico multidisciplinare del paziente, al quale è riservato un trattamento intensivo, anche in regime residenziale, con staff infermieristico specializzato. Tra i programmi terapeutici più qualificanti, le attività del laboratorio per il recupero del gesto lavorativo, la riabilitazione post-acuta e post-chirurgica dei traumi complessi della mano, l’idrochinesiterapia e la terapia con onde d’urto focali.
 
Il paziente è monitorato durante tutto il percorso. L’equipe riabilitativa segue costantemente il paziente con visite settimanali e un riesame del caso, al quale partecipano anche psicologo e assistente sociale. Fondamentale il raccordo con il personale Inail per la presa in carico e nelle fasi iniziale e finale del percorso, quando si delinea la continuità assistenziale che può prevedere percorsi ambulatoriali oppure, per i pazienti amputati, l’ausilio di protesi, per le quali si collabora con il Centro di Vigorso di Budrio.
 
La corsia preferenziale per i pazienti post-acuti. La gestione dell’accesso al Centro dà priorità ai pazienti in fase post acuta, con lo scopo di effettuare una presa in carico precoce dell’infortunato, soprattutto quando c’è il rischio di sviluppare disabilità permanenti. La probabilità di ritorno al lavoro infatti, decresce col prolungarsi del periodo di inabilità assoluta e il maggior tasso di insorgenza di disabilità cronica si osserva tra i tre e i sei mesi dall’infortunio. Ancora prima, tra le quattro e le 12 settimane, emerge l’influenza dei fattori psico-sociali, in grado di ostacolare il percorso di reinserimento.
 
La ricerca clinica al Crm. Trasferire le innovazioni nella pratica clinica è uno degli obiettivi perseguiti a Volterra, dove sono già stati implementati vari progetti, tra cui Rise, l’ausilio robotico per la stabilizzazione in postura eretta e la mobilità, sviluppato in collaborazione con la Scuola superiore sant’Anna di Pisa. Tre i progetti in corso presentati durante il convegno: Float, Habilis e Khare. I primi due, realizzati rispettivamente con l’Istituto italiano di tecnologia (IIT) e la Scuola superiore sant’Anna, riguardano la sperimentazione di due esoscheletri destinati alla riabilitazione ortopedica di spalla e mano, e sono stati presentati dai ricercatori Lorenzo De Michieli e Simona Crea. Il terzo, sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Parma, e illustrato da Pietro Avanzini, utilizza l’Action Observation Treatment per il recupero funzionale di pazienti con disfunzione post-traumatica della spalla.
 
Un edificio di nuova costruzione per potenziare l’offerta di servizi. Ad annunciare il progetto di realizzare una nuova sede per il Crm è stato Giorgio Soluri, direttore centrale assistenza protesica e riabilitativa dell’Inail. Tra gli spazi previsi nel nuovo edificio, palestre per la riabilitazione muscolo-scheletrica, reparti di degenza dedicati a persone mielolese, un ambiente domotico per lo svolgimento di attività finalizzate al reinserimento nell’ambiente domestico e una sala di ergoterapia per la prova e l’addestramento all’uso di ortesi e ausili. Al recupero del gesto lavorativo sarà dedicato un’ambiente multifunzionale open space, e spazi specifici saranno destinati alla ricerca.  “Siamo in fase di redazione dello studio tecnico economico di fattibilità - ha spiegato Soluri - per poi passare alla progettazione definitiva che costituirà anche oggetto del bando di gara”.
 
Lucibello: “All’Inail il coordinamento delle attività di riabilitazione”. “Credo che il Centro di Volterra ci indichi la strada giusta per rendere operative le disposizioni sul reinserimento”, ha commentato il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, che ha rilanciato il ruolo dell’Istituto. “Se si affidasse all’Inail il coordinamento e il governo di tutte le attività svolte, nei propri centri e in quelli del Servizio sanitario regionale, per la riabilitazione funzionale e il recupero del gesto lavorativo, probabilmente potremmo già contare su una banca dati utile alle politiche di reinserimento”.
 
Mazzetti: “Oltre 400mila prestazioni erogate dalla rete riabilitativa”. “L’Inail ha puntato a realizzare un sistema di riabilitazione a rete, articolato in prestazioni erogate direttamente e prestazioni integrative erogate da altre strutture sanitarie, pubbliche e private - ha spiegato, infine, il direttore centrale prestazioni socio-sanitarie, Giuseppe Mazzetti. “Nel 2018 sono state erogate oltre 400mila prestazioni e gli infortunati e i tecnopatici che ne hanno usufruito sono stati poco meno di 16mila nel 2018, 12800 nel 2017 e poco più di ottomila nel 2016, un trend di crescita confermato anche nel 2019”. (fonte: Inail)

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