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La bella storia di Stefano De Vivo, dal dramma dell’infortunio alla gioia della paternità

Il 32enne di Napoli è il protagonista del quinto capitolo della campagna di comunicazione Inail che racconta, attraverso una serie di video, il percorso di rinascita e reinserimento sociale di alcuni assistiti

8 agosto 2018

NAPOLI - Dal dramma di un grave infortunio sul lavoro alla realizzazione del sogno di diventare padre. Si può riassumere così la rinascita compiuta nell’arco di 15 anni da Stefano De Vivo, il 32enne di Napoli protagonista del quinto capitolo delle “belle storie” Inail, la campagna di comunicazione ispirata a un progetto della pagina Facebook istituzionale, che racconta in una serie di video il percorso di reinserimento sociale di alcuni assistiti.
 
Nel 2001, da adolescente, l’incidente che lo ha privato dell’uso delle gambe. Nel settembre del 2001, quando è ancora adolescente e progetta il futuro insieme alla fidanzata Marianna, De Vivo è vittima di una caduta dal tetto di un capannone che lo priva per sempre dell’uso delle gambe. Il suo datore di lavoro non ha versato il premio assicurativo dovuto all’Inail, ma attraverso l’applicazione del principio di automaticità delle prestazioni, che tutela anche gli infortunati impiegati in lavori irregolari, l’Istituto lo assiste fin dall’inizio, accompagnandolo nel lungo e impegnativo percorso di reinserimento sociale.
 
Due anni fa il regalo più grande: un figlio. Oggi Stefano è un giovane uomo felice, circondato dall’affetto della sua famiglia e di nuovi amici. “Nel 2012 – racconta – mi sono sposato con Marianna, abbiamo preso casa insieme e desideravamo tanto avere un bambino”. A causa dell’infortunio, però, De Vivo non può avere figli. Insieme alla moglie decide quindi di ricorrere alla fecondazione assistita, supportato in questo cammino dalla Direzione regionale Inail della Campania. “Ci sono voluti anni per realizzare questo sogno, ma adesso sono papà”. Il 16 dicembre del 2016, infatti, Marianna ha dato alla luce Andrea, il figlio tanto desiderato che per la giovane coppia rappresenta “il regalo più grande”. Talmente grande da spingere il neopapà a farsi tatuare sul braccio sinistro un orologio che riporta l’orario di nascita del bambino, accompagnato da una rosa, “simbolo della purezza e dell’amore che diamo alla vita”.
 
Lo sport e le nuove amicizie. Come avviene per molti assistiti Inail, la rinascita di Stefano dopo l’infortunio è passata anche attraverso l’attività sportiva. Quest’anno, infatti, ha partecipato al progetto “FutVal”, promosso da Scholas Occurrentes in collaborazione con Inail Campania e con il Centro sportivo italiano. De Vivo, in particolare, ha seguito con passione le lezioni di scherma tenute da Irene Di Transo, campionessa azzurra passata dalla carriera agonistica all’impegno sociale. Il progetto si è rivelato un’opportunità importante, che gli ha permesso anche di stringere nuove amicizie. (fonte Inail)

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