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Gli ausili tecnologici per migliorare la vita degli assistiti Inail

Presentato al Parlamentino Inail di Roma il progetto “PDT1/2 – Osservatori: Service delivery in assistivetechnology”, realizzato dal Centro Protesi Inail, in rete con l’Azienda Usl di Bologna, la rete Glic e sette direzioni regionali: Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Veneto. In tre anni di attività sono stati esaminati e valutati 12 casi studio

12 marzo 2018

ROMA – Migliorare la qualità della vita degli assistiti Inail, garantendo il reinserimento socio-lavorativo anche di chi ha un grave deficit di autonomia, attraverso un’appropriata proposta di ausili tecnologici: è questo l’obiettivo fondamentale del progetto “PDT1/2 – Osservatori: Service delivery in assistivetechnology”, presentato stamattina presso il Parlamentino Inail a Roma e realizzato dal Centro Protesi Inail, in rete con l’Azienda Usl di Bologna, la rete Glic e sette direzioni regionali: Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana, Veneto. Elemento centrale del progetto sono gli ausili tecnologici, visti secondo la logica dell’Icf (International classification of functioning, disability and health) e quindi come facilitatori ambientali. In particolare, attività cardine è la valutazione dell’appropriatezza, dell’efficacia e dell’efficienza dell’ausilio e di tutto il percorso che porta alla sua individuazione: dall’identificazione del bisogno (espresso o meno) all’analisi del contesto sociale, culturale e familiare dell’assistito, dalla considerazione della finalità dello strumento alla verifica successiva del grado di soddisfazione e corrispondenza con l’esigenza inizialmente espressa.
 
Una valutazione complessa, quindi, che implica un adeguato periodo di prova e allenamento nell’utilizzo dell’ausilio. Questo processo di “valutazione dell’outcome” comprende la valutazione del reale rapporto tra costi e benefici dell’ausilio: è indispensabile, a questo scopo, un’equipe multidisciplinare: di qui il protocollo per la collaborazione territoriale tra sedi Inail e Centri ausili. Nell’ambito del progetto, in tre anni di attività sono stati esaminati e valutati 12 casi studio. Punto di partenza è stato il consolidamento della formazione professionale degli operatori territoriali, tramite la pubblicazione, tra l’altro, di uno specifico manuale per gli ausili, ma anche con la realizzazione di corsi online e in presenza, riguardanti gli ausili tecnologici, l’outcome e la valutazione del service delivery. Si è inotre svolto un lavoro di analisi interna delle procedure di presa in carico del paziente Inail nelle diverse sedi territoriali coinvolte, con l’obiettivo di individuare buone pratiche e condividerle come base di un protocollo di collaborazione tra sedi Inail e Centri ausili.
 
Massimo De Felice. “Oggi affrontiamo un tema rilevante, un progetto che va portato come esempio – ha detto Massimo De Felice, aprendo questa mattina la presentazione del progetto – Parliamo del processo di inclusione in ambito sociolavorativo di persone con disabilità per riconquistare vita indipendente. L’importanza è nell’originalità, che si caratterizza per tre aspetti: la forma di contatto con tecnologia, la rete di collaborazioni e la produzione culturale”. Per quanto riguarda il contatto con la tecnologia, “è fondamentale rendere attivo un osservatorio sui mezzi tecnologici disponibili, così come è rilevante anche l’atteggiamento sperimentale insito nel progetto, che consiste nel mettere gli strumenti a disposizione di azioni attive e organizzare processi di utilizzazione di questa strumentazione. Es: realizzazione di appartamento domotico, esempio di cura di un processo di sviluppo della ricerca”. Per quanto riguarda la rete di collaborazioni, De Felice ha evidenziato che “il Centro protesi di Budrio non ha agito da solo, ma è stato avviato il progetto in rete con Usl di Bologna e Glic, con la partecipazione di alte sette direzioni regionali Inail”. Infine, riguardo la produzione culturale e la formazione, “abbiamo distribuito un manuale su tecnologie assistive, strumenti e percorsi – ha riferito De Felice - E’ il secondo manuale del genere, dopo il volume su ausili elettronici e informatici. Da parte di Inail – ha concluso – tutto l’interesse e la disponibilità a continuare questo percorso, difendendo e diffondendo e competenze che, da parte sua, l’istituto può mettere in campo”.
 
Massimo Guerreschi. Una panorama sulle tecnologie assistive e sulla loro funziona è stata offerta da Massimo Guerreschi, presidente dell’associazione Glic (Centri di consulenza sugli ausili informatici ed elettronici). “Nei nostri centri, ci occupiamo di tecnologie assistive informatiche ed elettroniche, estremamente importanti per persone con disabilità e deficit di autonomia. Questa autonomia – ha spiegato – si può considerare da due punti di vista: operativa o decisionale. Le tecnologie assistivesono molto utili in entrambe le situazioni. La loro importanza aumenta man mano che si diffondono uso e necessità delle tecnologie stesse, in funzione della disponibilità delle tecnologie stesse e in considerazione del concetto di riabilitazione cui facciamo. E’ un ambito trasversale a diverse dimensioni di vita – ha precisato – e non possono esistere soluzioni standard per la disabilità. Quando parliamo di tecnologie assistive – ha concluso – dobbiamo sempre ricordare che non si può prescindere dallecaratteristiche della persona e del contesto”.
 
Rinaldo Sacchetti. “Il progetto Pdt parte dallacasistica su due macroargomenti – ha riferito Rinaldo Sacchetti, direttore tecnico dell’Area ricerca e formazione della direzione Centro protesi -:il trattamento delle patologie della spalla e quello di cui parliamo oggi: le patologie molto gravi, ovvero le paraplegie e traplegie (che portano all’Inail circa 500 nuovi assistiti l’anno) e i traumi cranici. Di fronte a queste patologie, il progetto ha l’obiettivo di migliorare qualità di vita. Non viene compromessa solo mobilità, ma anche capacità di comunicazione e autonomia nell’ambiente. Abbiamo messo in evidenza l’aspetto dlel’outcome, che mira a misurare la qualità del servizio offerto e del dispositivo, attraverso delle scale.
 
BITELLI. Il percorsoausili va daanalisibiosgno a proposto e verificadi utilizzo efficace: appropriatezza è parola magica, che indica non solo ausilio giusto per queldeficit, ma valutazionedell’intero percorso, che evenecessariamete armonizzarsi con percorsi in atto. Proble a di valutarela qualità diquesto percorso: criteri per valutaizone sono accessibilit., competenza, coordinamento, efficienza, fliessiibilità, influenza dell’utente. Abbiamo messo a cconfronto costi sociali, proponendo e non proponendo un ausilio.
 
Magni. 3 anni, 7 regioni, 65 persone inail coinvolte, 241 personale formato, 10 corsi. 1. Presa in carico: rafforzare le buone pratiche presenti nelle sedi territoriali e raccogliere eventuali criticità, studio regolamento rpotesio e confronto con referenti regionali. Analisi quantitativa e delle procedure di presa in carico. Realizzato questionario che utilizzasse linguaggio comune e offrisse dati reali. 2. Formazione. Corso online su “ausili e tecnologie per la disabilità”, workshop, inontri divulgativi ecc, corso ecm “valutaizonedlel’outcomenellaproposta di tecnologie assistive” ecc. 3. Divulgazione: newsletter ed eventi; 4. Approfondimenti tematici, primo fra tutti la domotica.

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