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Da infortunati a falconieri: il progetto per il reinserimento sostenuto da Inail

Prende il via a gennaio il progetto “Norm.ali”, promosso dall'associazione Falconieri del Re e sostenuto da Inail. Coinvolgerà 7 invalidi del lavoro, in 12 incontri teorici e pratici. “Rapportandosi con i predatori, vedranno in loro quelle alte qualità che un lavoratore dopo un grave infortunio ha necessità di ritrovare”

2 gennaio 2018

ROMA - Da infortunati a falconieri, per esplorare nuove altezze: si potrebbe riassumere così lo spirito del progetto “Norm.ali”, proposto dall'associazione Falconieri del Re di Poggibonsi (SI) e sostenuto dalla sede Inail di Grosseto, nell'ambito degli interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione”, con cui l'Istituto intende facilitare il reinserimento familiare e sociale dei lavoratori infortunati. Fulcro del progetto è la falconeria, intesa e offerta come possibilità espressiva e come nuovo linguaggio per esprimere le proprie potenzialità. Concretamente, l'associazione propone 12 incontri di 3 ore ciascuno, teorici e pratici, destinati a 7 invalidi sul lavoro, a partire dal mese di gennaio 2018. Il corso si svolgerà presso la tenuta Poggio Alto di Montiano (GR). Obiettivo del percorso formativo è quello di formare falconieri in grado di gestire e detenere un rapace nel rispetto della sua natura e fisiologia. L'iniziativa sarà resa possibile dalla sinergia tra l'associazione, la direzione provinciale del lavoro di Grosseto e la sezione locale Inail tramite l'équipe multidisciplinare di primo livello e l'assistente sociale referente, Filomena Tulipano.
 
“Il falconiere è una persona che non si ferma di fronte agli ostacoli – spiega l'associazione - non deve fermarsi altrimenti non riuscirà mai nella sua impresa: proprio come i nostri infortunati, che hanno bisogno di scoprire se stessi, la propria forza i propri limiti. Rapportandosi con i predatori, potranno vedere in loro quelle alte qualità che un lavoratore dopo un grave infortunio sul lavoro ha necessità di ritrovare: qualità di forza, coraggio, energia, coordinazione e perfezione fisica nonostante le proprio inabilità”.
 
Perché la falconeria? Spiega l'associazione: “Se avere un profondo interesse per il mondo esterno; se amare la vita e gli esseri viventi con sufficiente profondità e ampiezza da essere più che sentimentali; se cogliere le occasioni e aspettando l’inaspettato, se riuscire a vedere nei predatori l’incarnazione di tutte quelle alte qualità che forse si sono perse dopo l’infortunio, qualità di forza, coraggio, energia, coordinazione e perfezione fisica che si pongono al di fuori e sopra altre forme di vita; se riuscire ad afferrare nel loro modo di vivere qualcosa di spettacolare e drammatico che piacerebbe condividere, se tutto questo è la ragione di base per un tale interesse, allora la Falconeria è per i nostri lavoratori infortunati. che hanno fatto richiesta di partecipare ad un corso di formazione per diventare un falconiere”.
 
Il corso. Durante i 12 incontri oltre all’addestramento saranno affrontati diversi punti: principali rapaci, attrezzatura, leggi e strumenti della falconeria, caccia, cura del falco, scienza e falconeria.La pratica consisterà con avvicinamento graduale dei rapaci in modo che entrambi possano prendere confidenza, per arrivare al volo libero con richiami al pugno. (cl)

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