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In Normativa e Diritti


Dipendenti pubblici- Inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte

Nel caso di lavoratori dipendenti pubblici, che riscontrino un'infermità permanente, fisica o mentale, alle mansioni effettivamente svolte.

18 settembre 2019

Hanno diritto a fare richiesta tutti i lavoratori dipendenti pubblici (ex Inpdap), che riscontrino un'infermità permanente, fisica o mentale, alle mansioni effettivamente svolte.

L'amministrazione datore di lavoro si impegna a cercare un'altra mansione compatibile. Se esiste questa possibilità, verrà collocato in altra mansione, che dovrà essere dello stesso livello, anche retributivo (se il livello e' inferiore, ha diritto allo stesso trattamento retributivo).

Se non è stata trovata un'altra mansione idonea, il lavoratore viene collocato a riposo, ovvero dispensato dal servizio per motivi di salute. In questo caso verrà erogato il trattamento pensionistico se in possesso dei seguenti requisiti:
  • per i lavoratori dipendenti di ENTI LOCALI in possesso di:

                  19 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile (art.40, DPR n.1092/1973), a  
                   prescindere dall'età anagrafica
  • per i lavoratori dipendenti STATALI in possesso di:

                 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, a prescindere dall'età anagrafica
Se dagli accertamenti sanitari risulta un'inabilità permanente alle mansioni l'ente datore di lavoro non procede ad ulteriori accertamenti e attiva le procedure contrattuali finalizzate alla collocazione del dipendente in altra mansione, fino al momento in cui avverrà la risoluzione del rapporto di lavoro.
L'amministrazione datore di lavoro si impegna a cercare un'altra mansione compatibile:
se esiste questa possibilità, verrà collocato in un'altra mansione, che dovrà essere dello stesso livello, anche retributivo (se il livello e' inferiore, la retribuzione spettante dovrà essere la stessa).

Calcolo  della pensione
La pensione per inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte è calcolata sulla base dell’effettiva anzianità contributiva maturata alla data di cessazione del rapporto di lavoro, diversamente di quanto accade con la pensione di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa, che è calcolata tenendo conto dell'anzianità contributiva maturata aumentata di un ulteriore periodo compreso tra l' età di cessazione ed il compimento dell'età pensionabile.

La domanda
Presso l'INPDAP, tramite il datore di lavoro.
La visita medico-collegiale deve essere richiesta entro il termine perentorio di 3 anni in caso di inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte ( art. 7, Legge 379/1955  e art. 32 e 33 R.D.L. 680/38 ). 

La visita medico - collegiale può essere chiesta:
  • presso la CMO (Commissione Medica Ospedaliera) designata 
    oppure
  • presso la Commissione Medica della ASL




RIFERIMENTI NORMATIVI
  • Legge 8 agosto 1995, n. 335: Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare  (G. U. 16 agosto 1995. n.190)
  • Decreto Presidente della Repubblica, 29 dicembre 1973, n. 1092Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato (Pubblicato nel Suppl. Ord. alla Gazz. Uff. 9 maggio 1974, n. 120)
  • Ministero del Tesoro - Decreto Ministeriale 8 maggio 1997, n. 187 Regolamento recante modalità applicative delle disposizioni contenute all'articolo 2, comma 12, della L. 8 agosto 1995, n. 335, concernenti l'attribuzione della pensione di inabilità ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche iscritti a forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria (Pubblicato in G.U. 30 giugno 1997, n. 150).
  • Legge 11 aprile 1955, n. 379: Miglioramenti dei trattamenti di quiescenza e modifiche agli ordinamenti degli Istituti di previdenza presso il Ministero del Tesoro (G.U. 16 maggio 1955, n. 112, S.O.)
  • Circolare INPDAP 24 ottobre 1997, n. 57 : Decreto ministeriale 8 maggio 1997, n. 187. Regolamento recante modalità applicative delle disposizioni contenute all'art. 2, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente l'attribuzione della pensione di inabilità ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche iscritti a forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria.

 
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Immagine tratta da pixabay.com


 




 

di Gabriela Maucci

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  • MRAFBA65M19G632A
    questa procedura è compatibile con il nuovo contratto regioni ed autonomie locali il contratto dei comuni ad esempio visto che riporta nel caso che il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro, ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, l’ente procede secondo quanto previsto dal DPR n. 171/2011. il dpr 171 art 7 dice ,in sintesi, che se non fosse possibile una ricollocazione in mansioni adeguate si applica l'articolo 33 del decreto legislativo n.165 del 2001 il quale prevede la disponibilità per due anni e dopo il licenziamento

  • MRAFBA65M19G632A
    questa procedura è compatibile con il nuovo contratto regioni ed autonomie locali il contratto dei comuni ad esempio visto che riporta nel caso che il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro, ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, l’ente procede secondo quanto previsto dal DPR n. 171/2011. il dpr 171 art 7 dice ,in sintesi, che se non fosse possibile una ricollocazione in mansioni adeguate si applica l'articolo 33 del decreto legislativo n.165 del 2001 il quale prevede la disponibilità per due anni e dopo il licenziamento Ok, ma la cosa che non mi è chiara è se nel caso di inabilità permanente alle mansioni e non ci siano mansioni adeguate per una ricollocazione, ma il dipendente abbia piu di 30 anni di servizio, si vada incontro alla risoluzione del rapporto di lavoro con il diritto all'erogazione del trattamento pensionistico calcolato sulla base dell'effettiva anzianità contributiva maturata Grazie ancora per i chiarimenti saluti aimar fabio

  • Gabriela Maucci
    Gentile Utente, nel caso di impossibilità di ricollocazione del dipendente in altre mansioni, si procede alla risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità. In questo caso il lavoratore che cessa dal servizio per inabilità consegue, indipendentemente dall’età anagrafica, il diritto al trattamento pensionistico se ha maturato i requisiti contributivi richiesti: lavoratori dipendenti un minimo di enti 19 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile e lavoratori dipendenti statali almeno 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile, sempre a prescindere dall'età anagrafica. A questo punto va presentata domanda di pensionamento e l’importo della pensione verrà determinato tenendo conto dell’effettiva anzianità contributiva maturata alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per le pensioni d’inabilità, l’erogazione del trattamento decorre dal giorno successivo alla dispensa dal servizio. La prestazione è vitalizia e cessa, quindi, con la morte del pensionato. Inoltre, è reversibile ai superstiti.



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