SuperAbile






In In Europa

Notizie


Regno Unito, ai senza dimora negate le cure mediche di base

Lo rivela uno studio dell'Università di Birmingham: incuria, discriminazione, dimissioni senza essere inviati a strutture di assistenza prima, mancato accesso a servizi per le dipendenze o la salute mentale. Sono oltre 320 mila i senza dimora nel Regno Unito

18 luglio 2019

BOLOGNA - Incuria, discriminazione, mancato accesso alle cure di base o ai servizi di salute mentale e per le dipendenze. È quanto emerge da uno studio sulle persone senza dimora realizzato dai ricercatori dell'Università di Birmingham (Regno Unito) e pubblicato sul British journal of general practice. Sono 22 le persone senza dimora intervistate dai ricercatori tra quelle che sono accolte nei tre principali dormitori della città: a tutte è stato chiesto di raccontare la propria esperienza con i servizi sanitari. Alcuni non hanno incontrato ostacoli o barriere, mentre altri hanno condiviso racconti di rifiuti, discriminazione, risorse inadeguate. Ad alcuni è stato negato l'accesso alle cure di base, altri hanno dichiarato di essere stati dimessi dall'ospedale senza essere inviati a strutture di assistenza primaria, altri ancora non hanno potuto accedere ai servizi rivolti a chi ha problemi di abuso di sostanze e a quelli di salute mentale. Una persona ha detto di essersi ridotta a commettere un crimine perché in prigione l'assistenza sanitaria è garantita. “Le storie delle persone senza dimora a cui è stato negato l'accesso ai servizi sanitari di base non sono aneddoti, il nostro studio ha dimostrato che sono vere - ha detto Vibhu Paudyal, docente della Scuola di farmacia dell'Università di Birmingham – Lo stigma è la discriminazione nel sistema sanitario sembrano essere ancora più radicati e mostrano quanto lavoro c'è ancora da fare per rendere le cure primarie realmente inclusive per le persone senza dimora”. Sono oltre 320 mila le persone senza dimora nel Regno Unito, negli ultimi sei anni il numero di chi dorme in strada nelle aree urbane è raddoppiato (fonte Shelter).

Il ciclo continuo dell'homelessness. “Migliorare l'accesso, l'inclusione, la prevenzione nelle fasi iniziali della vita da homeless è l'unico modo per alleviare l'impatto di questa condizione sulla salute, per evitare che il ciclo si ripeta, per minimizzare gli accessi di queste persone ai servizi sanitari di emergenza e per prevenire morti evitabili”, ha detto Paudyal. Le persone senza dimora che hanno partecipato allo studio hanno, invece, espresso soddisfazione per l'esperienza avuta nei centri di prima assistenza rivolti a chi vive in strada, sebbene si tratti di strutture con scarsi fondi.“Fondamentale diffondere buone pratiche, educare e informare gli operatori sanitari sui diritti e sulle esigenze delle persone senza dimora”.

Uno studio precedente del gruppo di ricerca di Paudyal – sempre pubblicato sul British journal of general practice – aveva rivelato l'entità dei problemi fisici e mentali che le persone senza dimora si trovano ad affrontare. I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi mille pazienti registrati al Birmingham homeless healthcare centre e hanno scoperto che: uno su otto aveva problemi di abuso di sostanze, uno su cinque problemi di dipendenza dall'alcol, l'incidenza dell'epatite C era molto elevata. Lo studio ha anche dimostrato che una persona senza dimora su tre aveva avuto accesso al pronto soccorso nei 12 mesi precedenti. (lp)

BOLOGNA - Incuria, discriminazione, mancato accesso alle cure di base o ai servizi di salute mentale e per le dipendenze. È quanto emerge da uno studio sulle persone senza dimora realizzato dai ricercatori dell'Università di Birmingham (Regno Unito) e pubblicato sul British journal of general practice. Sono 22 le persone senza dimora intervistate dai ricercatori tra quelle che sono accolte nei tre principali dormitori della città: a tutte è stato chiesto di raccontare la propria esperienza con i servizi sanitari. Alcuni non hanno incontrato ostacoli o barriere, mentre altri hanno condiviso racconti di rifiuti, discriminazione, risorse inadeguate. Ad alcuni è stato negato l'accesso alle cure di base, altri hanno dichiarato di essere stati dimessi dall'ospedale senza essere inviati a strutture di assistenza primaria, altri ancora non hanno potuto accedere ai servizi rivolti a chi ha problemi di abuso di sostanze e a quelli di salute mentale. Una persona ha detto di essersi ridotta a commettere un crimine perché in prigione l'assistenza sanitaria è garantita. “Le storie delle persone senza dimora a cui è stato negato l'accesso ai servizi sanitari di base non sono aneddoti, il nostro studio ha dimostrato che sono vere - ha detto Vibhu Paudyal, docente della Scuola di farmacia dell'Università di Birmingham – Lo stigma è la discriminazione nel sistema sanitario sembrano essere ancora più radicati e mostrano quanto lavoro c'è ancora da fare per rendere le cure primarie realmente inclusive per le persone senza dimora”. Sono oltre 320 mila le persone senza dimora nel Regno Unito, negli ultimi sei anni il numero di chi dorme in strada nelle aree urbane è raddoppiato (fonte Shelter).

Il ciclo continuo dell'homelessness. “Migliorare l'accesso, l'inclusione, la prevenzione nelle fasi iniziali della vita da homeless è l'unico modo per alleviare l'impatto di questa condizione sulla salute, per evitare che il ciclo si ripeta, per minimizzare gli accessi di queste persone ai servizi sanitari di emergenza e per prevenire morti evitabili”, ha detto Paudyal. Le persone senza dimora che hanno partecipato allo studio hanno, invece, espresso soddisfazione per l'esperienza avuta nei centri di prima assistenza rivolti a chi vive in strada, sebbene si tratti di strutture con scarsi fondi.“Fondamentale diffondere buone pratiche, educare e informare gli operatori sanitari sui diritti e sulle esigenze delle persone senza dimora”.

Uno studio precedente del gruppo di ricerca di Paudyal – sempre pubblicato sul British journal of general practice – aveva rivelato l'entità dei problemi fisici e mentali che le persone senza dimora si trovano ad affrontare. I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi mille pazienti registrati al Birmingham homeless healthcare centre e hanno scoperto che: uno su otto aveva problemi di abuso di sostanze, uno su cinque problemi di dipendenza dall'alcol, l'incidenza dell'epatite C era molto elevata. Lo studio ha anche dimostrato che una persona senza dimora su tre aveva avuto accesso al pronto soccorso nei 12 mesi precedenti. (lp)

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati