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Ana Peláez Narváez, la prima donna disabile eletta nel Comitato Onu “CEDAW”

È la prima donna con disabilità eletta nel Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne. Vicepresidente dello European Disability Forum, difende i diritti delle donne e dei gruppi “invisibili”

10 giugno 2018

ROMA - Ana Peláez Narváez è la prima donna con disabilità eletta nel Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne: lo fa sapere il Forum europeo Disabilità (Edf), di cui Narváez è vicepresidente. “ Accogliamo con gioia la sua elezione come un passo molto positivo, che rende l'ideal del “niente su di noi senza di noi” un po' più vicino.
 
Il Comitato per l'eliminazione della discriminazione contro le donne è l'organo di esperti indipendenti che monitora l'attuazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne. E' composto da 23 esperti indipendenti sui diritti delle donne in tutto il mondo. Le elezioni, che si sono svolte il 7 giugno, prevedevano la sostituzione di 12 membri, il cui mandato terminerà il 31 dicembre 2018.
 
Chi è Ana? Ana Peláez Narváez è una forte sostenitrice per i circa 600 milioni di donne con disabilità in tutto il mondo. Attualmente è vicepresidente del Forum europeo della disabilità e presidente del suo comitato femminile. Ha lavorato per 7 anni nel Comitato per i diritti delle persone con disabilità dell'Onu. ed è stata il suo punto di riferimento per le questioni di genere. Ha partecipato alla delegazione ufficiale spagnola che ha preso parte alla fase finale di stesura della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Ha sostenuto i diritti delle donne per oltre 20 anni, consigliando i governi, la società civile e altre organizzazioni.
 
“Credo che sia necessario integrare sistematicamente donne e ragazze con disabilità nel lavoro del CEDAW (Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne) – dichiara Ana Peláez Narváez - Rappresentiamo il 20% della popolazione totale di donne nel mondo, ma siamo tra le più povere e costantemente sottoposte a forme di grave discriminazione.
 
Voglio anche concentrarmi sul rafforzamento del lavoro del CEDAW in relazione alla discriminazione multipla che molte donne invisibili devono affrontare: e questo significa fare progressi nell'elaborazione di linee guida per gli Stati membri per affrontare la discriminazione intersettoriale e garantire che nessuno resti indietro. Spero di svolgere un ruolo attivo nel processo di promozione della cooperazione tra gli organismi dei trattati delle Nazioni Unite, in modo che possano imparare gli uni dagli altri e adottare un approccio coerente, andando avanti nella stessa direzione quando si affrontano le stesse questioni. Infine – conclude . credo che dobbiamo fare di più per riflettere sulle le dimensioni della diversità umana nel Comitato CEDAW e, in particolare, includere persone provenienti da gruppi invisibili e ignorati, come appunto le donne con disabilità”. (cl)

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