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Polonia, le “condizioni disumane” dei manifestanti disabili. Denuncia di Edf

Da oltre un mese una decina di cittadini con disabilità occupano un corridoio del Parlamento a Varsavia: chiedono un aumento del sussidio. Lettera aperta di Efd: “Subiscono condizioni disumane: luci accese 24 ore, dormono sul marmo, non possono incontrare attivisti né fisioterapisti e alcuni non escono da 40 giorni. Le istituzioni intervengano subito”

25 maggio 2018

ROMA – E' ormai più di un mese – dal 18 aprile scorso - che una decina di persone disabili, insieme alle loro famiglie, occupa un corridoi della sede del Parlamento polacco a Varsavia, per chiedere attenzione, supporti adeguati e norme giuste: sussidi e assegni familiari, in particolare, visto che i 245 euro mensili stanziati ultimamente dal governo – fino a poco tempo fa il sussidio ammontava ad appena 36 euro mensili – sono considerati ancora inadeguati rispetto al costo della vita. Per i manifestanti, occorrono almeno 150 euro in più.
 
Una protesta lunga e logorante per queste persone, resa particolarmente difficile dalle loro condizioni fisiche, ma anche dal trattamento che stanno ricevendo. E' quanto denuncia l'Edf, il Forum europeo per le disabilità, in una lettera aperta alle istituzioni della Polonia, dell'Europa e delle Nazioni Unite. “I manifestanti sono sottoposti a un trattamento inumano da parte dello Stato polacco – riferisce Yannis Vardakastanis, presidente di Edf - Le autorità polacche devono rimuovere immediatamente queste condizioni degradanti. Il movimento europeo della disabilità sta con i manifestanti”.
 
Denuncia infatti Vardakastanis nella sua lettera che “le condizioni imposte ai manifestanti sono scandalose, in violazione diretta dei loro diritti umani e della loro dignità! Per esempio, non è consentito loro di stare con i propri accompagnatori, né di andare fuori dal Parlamento (compresa l'area delimitata con una recinzione d'acciaio), né di incontrare il pubblico e figure di alto profilo come Janina Ochojska, attivista a capo di 'Polish Humanitarian Action'. I manifestanti non possono incontrare i loro fisioterapisti e hanno un bagno riservato che possono raggiungere solo con un percorso designato. Alcuni di loro non lasciano il Parlamento da 40 giorni. Dormono su materassi buttati sul pavimento di marmo, con luci accese 24 ore su 24”.
 
E' evidente, per Edf, che “questa situazione è intollerabile e non può continuare neanche per un minuto. Il trattamento a cui i manifestanti sono sottoposti è un chiaro affronto ai diritti umani fondamentali e alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che la Polonia ha firmato e ratificato. Il Parlamento polacco non sta rispettando i diritti né la dignità di questi cittadini”. Per questo, anche in vista dell'appuntamento internazionale del 25 maggio, quando 400 delegati dell'assemblea parlamentare della Nato si riuniranno nel Parlamento polacco, “chiediamo alle istituzioni polacche di porre immediatamente fine a questo trattamento disumano. I manifestanti – rammenta Edf – chiedono un supplemento di 117 euro al mese per coprire i costi aggiuntivi che devono sostenere a causa della propria disabilità: chiediamo al governo di impegnarsi in un rispettoso dialogo con i manifestanti, per soddisfare la loro richiesta di una vita dignitosa.
 
Le condizioni a cui sono sottoposte sono incompatibili con le garanzie minime che gli Stati dovrebbero assicurare ai loro cittadini. I manifestanti hanno mostrato estrema forza e tolleranza nel resistere a queste condizioni disumane. Il Forum europeo sulla disabilità sostiene fortemente i manifestanti e le persone con disabilità in Polonia”, conclude il presidente di Edf Vardakastanis. (cl)

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