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Agricoltura sociale, nasce la rete “Euro+Med Agri-Social Forum”

Avviato l’iter costitutivo per creare uno spazio politico e culturale di aggregazione e confronto, dove definire nuove politiche di inclusione e cooperazione tra gli Stati e affrontare questioni attuali come l’immigrazione Sinergia tra Cia-Agricoltori Italiani e Forum Nazionale Agricoltura Sociale

11 luglio 2017

BRUXELLES – Diffondere e valorizzare l’agricoltura sociale in tutti i Paesi europei, a partire da quelli dell’Area mediterranea, per ridefinire politiche di inclusione e cooperazione tra gli Stati, anche sul fronte immigrazione: è questo l'ambizioso compito che si sono dati Cia-Agricoltori italiani e Forum nazionale Agricoltura sociale, avviando a Bruxelles l'iter per la costituzione di “Euro+Med Agri-Social Forum,” una rete internazionale capace di affrontare in maniera sinergica opportunità e problematiche del Mediterraneo.
 
Per presentare le finalità e avviare l’iter costitutivo dell’associazione, Cia e Forum Nazionale Agricoltura Sociale, con il sostegno del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici, hanno organizzato un convegno a Bruxelles, alla presenza di David Sassoli, nella doppia veste di vicepresidente dell’Europarlamento e supplente del presidente per la Politica di vicinato, e di Andrea Olivero, viceministro alle Politiche agricole.
 
“L’agricoltura sociale rappresenta un’esperienza concreta di welfare, prima di tutto nel nostro Paese - ha detto Cinzia Pagni, vicepresidente vicario di Cia e componente del Forum Nazionale Agricoltura Sociale -. L’Italia si colloca ai primi posti dello scenario europeo con oltre 3 mila progetti e pratiche di agricoltura sociale all’attivo, 4 mila addetti su tutto il territorio e un valore della produzione di 200 milioni di euro. Ecco perché ci candidiamo a guidare questo percorso di condivisione e confronto a livello internazionale per la nascita di Euro+Med Agri-Social Forum, un’associazione aperta alle organizzazioni agricole, alla cooperazione sociale, alle organizzazioni del no profit, anche per affrontare la sempre più attuale questione dell’immigrazione”.
 
“L’agricoltura sociale -ha aggiunto Dino Scanavino, presidente nazionale di Cia - è una delle pratiche che maggiormente può contribuire a conseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 come la lotta alla povertà, alle disuguaglianze, il contrasto alla fame nel mondo e ai cambiamenti climatici. Allo scopo di costruire un’economia sociale, solidale e responsabile, dove il settore primario assolve una funzione di servizio al benessere dell’intera comunità, partendo dai più deboli. In questo senso, l’agricoltura sociale può davvero rappresentare un’esperienza concreta, anche simbolica, capace di rilanciare il progetto di un’Europa Unita”.
 

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