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Accessibilità, l’Europa abbia il “coraggio” di darsi una legge ambiziosa

Appello del Forum europeo per la disabilità, che critica il testo dell’Accessibility Act approvato dalla Commissione Mercato interno del Parlamento europeo: “antepone gli interessi del business ai diritti delle persone”. E ai deputati chiede: “si modifichi il testo, per promuovano una forte ed ambiziosa legge di accessibilità”

27 aprile 2017

ROMA - La Commissione Mercato interno del Parlamento europeo (Comitato IMCO) ha votato ieri una relazione “molto deludente” sulla legge sull'accessibilità, in cui “vengono anteposti gli interessi del business ai diritti delle persone, incluse le persone con disabilità e gli anziani”: la denuncia arriva dall’Edf, il Forum europeo per la disabilità, che già si era espresso criticamente verso il lavoro del Comitato, anche tramite una mobilitazione. “Vengono contraddette tutte le precedenti dichiarazioni del Parlamento europeo sulla legge sull'accessibilità: questa relazione rischia di rendere la legge europea sull'accessibilità inutile per milioni di persone”.
 
I nodi critici. Ma quali sono, nel dettaglio, i nodi critici del testo licenziato dalla Commissione? Innanzitutto, “l’esclusione delle microimprese significa che molti servizi di e-commerce e e-book di piccoli editori saranno inaccessibili. Milioni di persone in Europa, incluse le persone con disabilità, continueranno ad essere esclusi dall'acquisto online o dalla lettura di libri elettronici”. Grave anche quanto previsto per gli edifici, che “non dovranno essere resi accessibili, se gli Stati membri dimostrano di avere già una qualsiasi legislazione sull'accessibilità, per quanto tale legislazione potrebbe essere molto limitata o inadeguata. Pertanto – spiega Edf - milioni di persone in Europa continueranno ad affrontare ostacoli per entrare in una banca, una scuola, una stazione ferroviaria”.
 
L’accessibilità come “onere”. Per quanto riguarda le piccole imprese, “una ‘piccola’ azienda, con un massimo di 250 dipendenti, potrà continuare a realizzare prodotti inaccessibili, qualora ritenga che renderli accessibili sia troppo oneroso”. Niente di fatto anche per l’accessibilità di bancomat e macchine per la vendita di biglietti: “potranno essere utilizzati fino alla fine della loro vita economica, senza essere sostituiti da dispositivi accessibili, che consentano a tutte le persone di usarle per prelevare denaro o acquistare un biglietto”. Per quanto riguarda le emittenti televisive, “ciascuna deciderà come fornire i propri servizi di accessibilità”.
 
Al di là delle conseguenze pratiche, è il “senso generale” di questa relazione che preoccupa: essa presenta infatti l’accessibilità “come un onere per le imprese – osserva Edf - Non riesce a vederne il potenziale, in termini di capacità di raggiungere più consumatori. La relazione approvata contesta anche le precedenti risoluzioni e gli impegni assunti dal Parlamento europeo per sostenere una legge per l’accessibilità che sia forte e ambiziosa. Di conseguenza, l'esito del voto di ieri non riflette il ruolo del Parlamento come una garanzia per i diritti dei suoi cittadini, in particolare i diritti delle persone con disabilità”. Edf si appella a tutti i deputati del Parlamento europeo, perché “nella plenaria di giugno modifichino in modo sostanziale il testo uscito della Commissione e promuovano una forte ed ambiziosa legge di accessibilità”.
 

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