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In Normativa e Diritti


Definizione di invalido civile

Possono essere considerati invalidi civili tutte le persone, indipendentemente dall'età e dall’attività lavorativa, in presenza di malattie o menomazioni incidenti in una certa misura.

15 settembre 2021

Sono considerati invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali o funzionali, che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore ad 1/3, e, se minori di 18 anni, che abbiano “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età(art. 2, Legge 118/71). 

Quindi possono essere considerati invalidi civili tutte le persone, indipendentemente dall'età, dal sesso e dall'attività lavorativa, in presenza di menomazioni fisiche o psichiche.

Menomazioni per cause diverse
L'art. 2 della Legge 30 marzo 1971, n. 118, precisa che sono esclusi dal concetto di invalidi civili, gli invalidi per cause di guerra, di lavoro (INAIL), per causa di servizio, nonché i ciechi civili e sordi civili per i quali provvedono altre leggi.

Detta valutazione è dovuta al fatto che per queste categorie l'invalidità deriva da una causa specifica, cioè dalla guerra, dalla prestazione di un lavoro (INAIL) o per causa di servizio, mentre per i ciechi civili e sordi civili, considerata la specificità della patologia, la tutela assistenziale è regolata da leggi diverse, anche se la domanda e visita di accertamento seguono la stessa prassi.

Invalidi di guerra, del lavoro e per servizio
Quando una patologia o menomazione causata dalla guerra, dal servizio o dal lavoro, non ha dato luogo ad un riconoscimento come invalido di guerra, del lavoro (INAIL) o per causa di servizio è possibile ottenere un riconoscimento per invalidità civile.

Inoltre, chi è già stato dichiarato invalido per causa di guerra, di lavoro o di servizio può ottenere anche il riconoscimento di invalidità civile qualora subentri un'infermità o menomazione non attribuibile a dette cause, neppure sotto il profilo dell'aggravamento o dell'interdipendenza con la patologia che ha determinato il riconoscimento diverso dall'invalidità civile.

In altre parole, perché possa coesistere un riconoscimento per invalidità civile e un riconoscimento di invalidità lavorativa (INAIL), per causa di servizio o di guerra, le infermità non devono derivare dallo stesso evento o causa. In caso contrario non è neanche possibile presentare domanda d’invalidità civile se l’accertamento si riferisce alla stessa patologia o menomazione.

Una volta effettuati gli accertamenti sanitari, con il conseguente diritto alle prestazioni economiche, le stesse sono cumulabili ma soltanto per invalidi civili totale, ciechi civili e sordi civili. Quindi, sono esclusi i titolari di assegno mensile di assistenza, cioè gli invalidi civili parziali (invalidità pari o superiore al 74% fino al 99%).

E’ chiaro che il cumulo (per le categorie indicate) sarà possibile soltanto se si rientra nel limite di reddito da non superare per l’erogazione delle prestazioni economiche concesse per invalidità civile. Si parla ovviamente di quei benefici economici, riconosciuti per invalidità civile, soggetti a limiti reddituali.

Per fare un esempio: nel caso si sia ottenuto un riconoscimento d’invalidità civile per una qualsiasi malattia o menomazione e si subisce successivamente un infortunio sul lavoro (INAIL) o per causa di servizio, quest'ultimo evento sarà valutato separatamente dall'invalidità civile già riconosciuta, con il conseguente cumulo delle provvidenze economiche. Tale cumulo, come sopra precisato, è ammesso solo per gli invalidi civili totali (100%), ciechi civili e sordi civili.

Ciechi civili e sordi civili
Queste categorie saranno valutati come invalidi civili nel caso in cui:
  • si verifichi una minorazione dell'apparato visivo di grado inferiore a quello previsto per lo status di cieco civile
  • di minorazioni dell'apparato uditivo di grado inferiore a quello previsto per lo status di sordo civile o non sia dimostrabile l'epoca dell'insorgenza dell'ipoacusia,  che deve essere compresa nell'arco dell'età evolutiva (da 0 a 12 anni)
 
 Riferimenti normativi
  • Legge 30 marzo 1971, n. 118: "Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili" (G.U. 2 aprile 1971, n. 82)
     
  • Decreto Ministeriale - Ministero della Sanità - 5 febbraio 1992:"Approvazione della nuova tabella indicativa delle percentuali d'invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti."(G. U. del 26 febbraio 1992, n. 47, S.O.), modificato con D.M. 14 giugno 1994 (G.U. del 1°luglio 1994)


 
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di Gabriela Maucci

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