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Accessibilità dei palcoscenici teatrali a persone su sedia a ruote

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domanda

Scrivo da parte di una associazione che si occupa di promuove l'integrazione delle persone disabili nell'ambiente della danza.
Dal 2009 abbiamo fondato anche una compagnia teatrale integrata, regolarmente iscritta alla Fita. Spesso però ci scontriamo con il problema dell'inaccessibilità dei palcoscenici, soprattutto quando veniamo invitati per performance all'aperto, dal momento che - nonostante le nostre richieste - le Amministrazioni comunali, così come gli Enti teatrali non sono pronti a far fronte all'evenienza che una persona su sedia a rotelle salga sul palcoscenico.

Pertanto avremmo bisogno di una consulenza o delle indicazioni rispetto a chi rivolgere le seguenti domande:

  1. qual è la normativa in proposito ed esistono delle indicazioni precise rispetto all'accessibilità dei palcoscenici?
  2. quali sono le problematiche assicurative nel caso in cui un disabile, venendo trasportato in braccio su un palcoscenico, si facesse male o si facesse male il suo accompagnatore?
  3. nel caso in cui decidessimo di dotarci noi come associazione di una rampa (mobile e telescopica, potremmo richiedere il contributo degli Enti pubblici per l'acquisto?
  4. a chi potremmo rivolgerci per avere una rampa adatta alle nostre esigenze, tenendo conto che i palchi all'aperto normalmente sono delle strutture di metallo e sono alte da terra tra 1m e 1,5 m.?

risposta

21 dicembre 2009

Gentile utente,

edifici e spazi destinati a spettacoli vanno progettati tenendo conto dei criteri di accessibilità e visitabilità previsti dalle normative di riferimento.

Tali normative si possono suddividere a seconda se si tratta di edifici e spazi privati (Legge n. 13/89 e DM n. 236/89) oppure di edifici e spazi pubblici (Legge n. 118/71 e DPR n. 503/96).

La normativa tecnica vigente in materia di accessibilità per spazi ed edifici privati (DM n. 236/89) prevede espressamente il requisito della "visitabilità".

La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dell'edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

In pratica, il DM n. 236/89 richiede:

"nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli all'aperto o al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli privati, e in quelle di ristorazione, il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi previsti, quali la biglietteria e il guardaroba".

Da quanto sopra si rileva che il palcoscenico non viene direttamente menzionato tra gli spazi che devono essere fruibili. Tuttavia a nostro parere nella definizione di "spazi di relazione e servizi previsti" dovrebbero rientrare il palcoscenico e i servizi di back stage.

Lo stesso DM n. 236/89 richiede all'art. 3.3 il requisito di accessibilità per gli ambienti destinati ad attività sociali, come quelle scolastiche, sanitarie, assistenziali, culturali, sportive.

Il fatto che tali unità ambientali non siano direttamente menzionate costituisce certamente un ostacolo alla realizzazione di strutture pienamente fruibili.

In materia di edifici e spazi pubblici vi sono prescrizioni più mirate. Il DPR n. 503/96, "Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici", all'art. 13 richiede che "negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni tale da consentire la fruizione dell'edificio sia al pubblico che al personale in servizio, secondo le disposizioni di cui all'art. 3 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236".

Il palcoscenico, inteso come spazio per il personale in servizio, può essere compreso negli spazi per cui è richiesta l'accessibilità.

Infine, le norme per il superamento delle barriere architettoniche si devono applicare anche agli spazi pubblici ed agli allestimenti temporanei connessi ad eventi e attività "aperte al pubblico".

Le riportiamo inoltre quanto richiesto dalle "Regole per le pari opportunità delle persone disabili" adottate dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Norma 10 - Cultura

Gli Stati provvederanno affinché le persone con disabilità siano integrate e possano partecipare in attività culturali su basi paritarie.

1. Gli Stati dovrebbero garantire che le persone con disabilità abbiano l'opportunità di organizzare il loro potenziale creativo, artistico ed intellettuale, non solo a proprio beneficio, ma anche per portare un arricchimento alla loro comunità, sia che vivano in aree urbane che in aree rurali.

Esempi di tali attività sono la danza, la musica, la letteratura, il teatro, le arti plastiche, la pittura e la scultura.

Specialmente nei Paesi in via di Sviluppo, bisognerebbe porre l'attenzione sulle forme d'arte tradizionali e contemporanee, con le marionette, la recitazione e il racconto di storie.

2. Gli Stati dovrebbero promuovere l'abilità e la disponibilità di spazi per manifestazioni e servizi culturali come il teatro, i musei, i cinema e le biblioteche per le persone disabili.

3. Gli Stati dovrebbero stimolare lo sviluppo e l'utilizzo di tecniche speciali per rendere la letteratura, i film e il teatro accessibile alle persone con disabilità.

I contributi

Non siamo a conoscenza di contributi che potrebbero essere richiesti per l'acquisto di una rampa per superare le barriere architettoniche in relazione alla vostra attività. I contributi oggi esistenti sono legati alla Legge n. 13/89 e finalizzati al superamento di barriere architettoniche in alloggi privati dove risiedono persone con disabilità.

Le rampe removibili e portatili

Le rampe a sistema telescopico e portatili rappresentano un utile strumento di tipo alternativo per superare i dislivelli di modesta entità.

Tale soluzione ha dei limiti e di volta in volta va considerato il giusto rapporto tra dislivello da superare e lunghezza della rampa.

Una rampa che sia "a norma", quindi entro il limite dell'8% di pendenza, per superare il dislivello di 1 metro dovrebbe essere lunga almeno 12,5 metri e già questo dato ci dovrebbe far riflettere della complessità della realizzazione. Si possono realizzare rampe più inclinate (quindi più corte), ma questo comprometterebbe sia la sicurezza d'uso che la reale fruibilità.

Resta il fatto che per i dislivelli da lei indicati, a nostro parere, la soluzione è quella di intervenire in fase di progettazione e realizzazione del palco con una rampa della giusta pendenza.

 

(1 Ottobre 2009)



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