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Soluzioni progettuali, norme regionali e locali per interventi edilizi di eliminazione delle barriere architettoniche, con riguardo anche al bonus ristrutturazioni del 50%

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domanda

È possibile costruire un bagno nel portico della nostra casa privata singola (inquadrata come prima abitazione) per mia figlia invalida civile 100% e in possesso di Legge 104?
Questo portico è classificato urbanisticamente C6 - pertinenza dell’abitazione.
Altresì, è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali, quali bonus ristrutturazione al 50%? Si può considerare “superamento barriere architettoniche” il fatto che, in caso di guasto dell’ascensore, diventa imprescindibile la presenza del bagno al piano terra?

risposta

8 settembre 2021

Gentile utente,

gli argomenti della domanda sono diversi e prettamente tecnici. Le indicazioni fornite hanno carattere generale, dal momento che la progettazione, impiantata su dati teorici, deve confrontarsi con le condizioni oggettive, a ogni livello, che riguardano e influiscono sull’immobile e sulle ipotesi iniziali e sulle soluzioni progettuali.
Il bonus ristrutturazioni del 50% è concesso per alcuni interventi (per le unità unifamiliari sono: la manutenzione straordinaria, ristrutturazione e restauro e risanamento conservativo alle lettere b) c) e d) art. 3 DPR Decreto Presidente Repubblica n. 380/2001).
Inoltre, viene dato per gli interventi di superamento delle barriere architettoniche. Questi ultimi sono considerati, come ribadito nella recente Circolare Agenzia delle Entrate 25 giugno 2021, n.7/E per la Dichiarazione dei redditi 2021: “la sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti), il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), il rifacimento di scale ed ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o di piattaforme elevatrici (Circolare 24 febbraio 1998 n. 57, paragrafo 3.4”).
Il riferimento normativo per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche in edilizia è il comma 1 lettera b) art. 6 DPR Decreto Presidente Repubblica n. 380/2001, che comprende la realizzazione e l’installazione di opere o dispositivi tecnici, con interventi che non modifichino la sagoma dell’edificio.
 
La barriera architettonica da superare con la soluzione progettuale deve essere presente nell’immobile.
La barriera architettonica deve essere individuata tra quelle citate all’art. 2 DM Decreto Ministeriale n. 236/89 come fonte di ostacolo fisico alla mobilità e alla fruibilità; mancanza di accorgimenti per la comunicazione e all’informazione per la persona con disabilità.
Nella norma non c’è l’accezione di “barriera potenziale” con una “soluzione aggiuntiva e/o alternativa all’esistente”, cioè quella che potrebbe crearsi, qualora quella predisposta per superare l’ostacolo non fosse efficiente/disponibile.
 
Da un punto di vista edilizio la soluzione progettuale deve essere confrontata e verificata non solo con le norme di primo livello, ma anche con quelle regionali e con quelle locali quali il Regolamento Edilizio Comunale e le altre norme di attuazione. Da questo dipende la reale fattibilità dell’intervento che si intende realizzare. E per questo, sempre, gli interventi edilizi devono essere approfonditi singolarmente. Ognuno è un caso a sé: per questo sono indispensabili tutte le informazioni e le verifiche da realizzare con il tecnico incaricato e con gli Uffici preposti. 
Dalla fase di progettazione, riscontro e confronto dipende la possibilità di accedere al bonus, dal momento che potrebbe accadere che l’intervento sia realizzabile da un punto di vista edilizio/urbanistico, ma non rientri tra le categorie per cui è ammessa l’agevolazione Irpef.
 
Per quanto riguarda in particolare la realizzazione del servizio igienico con aumento di volume dell’immobile, salvo come detto ogni verifica necessaria sia a garantire la sua fattibilità che ad inquadrare il progetto nella categoria edilizia che potrebbe essere tra quelle ammesse all’agevolazione, potrebbe essere individuabile tra le opere che hanno lo scopo d’integrare gli impianti igienico sanitari, all’art. 6 DPR Decreto Presidente Repubblica n. 380/2001.
Su questo la Circolare Ministero Finanze - Dipartimento Entrate Affari Giuridici - Servizio III 24 febbraio 1998, n. 57 cita espressamente, tra gli interventi ricompresi nella ristrutturazione edilizia, la “costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti”.
 
Semplificando, e in maniera del tutto teorica, se ci fossero le condizioni per questo approccio alla soluzione prospettata nel quesito, anche senza che il servizio igienico con aumento di volume possa essere finalizzato al superamento delle barriere architettoniche, l’intervento sarebbe ricompreso nella ristrutturazione edilizia (comma 1 lettera d) art. 3 DPR Decreto Presidente Repubblica n. 380/2001), che è tra gli interventi per cui è concessa l’agevolazione del 50%.
 


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