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Panoramica generale sulle principali forme di prepensionamento

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domanda

Sono la centralinista di una Sede Inail. Vi scrivo per sapere se all’età di 52 anni, con 28 anni di servizio più  9 di abbuono, possoo andare in pensione.

risposta

20 luglio 2021

Gentile utente,

in base agli elementi da lei riportati possiamo fornirle soltanto alcune informazioni in termini generali per quanto riguarda la possibilità di prepensionamento.
Le suggeriamo di rivolgersi ad un Patronato Sindacale o ad un consulente del lavoro, che possa offrirle una consulenza personalizzata, analizzando nel dettaglio la sua specifica situazione e visionando attentamente tutta la documentazione riguardante la sua situazione lavorativa e contributiva.
Anche se non specificato nella sua domanda, possiamo presumere che i “nove anni di abbuono”, facciano riferimento al beneficio di quattro mesi all’anno di contribuzione figurativa, rivolta ai centralinisti non vedenti e successivamente esteso a tutti i lavoratori non vedenti (come disciplinato dall’art. 9 comma 2 Legge n. 113/1985 e dall’art. 2 Legge n. 120/1991).
Se tale è la situazione, attualmente, gli anni di contribuzione per il diritto alla pensione sono complessivamente 37. In ogni caso, come sopra precisato, possiamo inserire soltanto una panoramica generale sulle principali forme di prepensionamento. In ogni caso, il problema non consiste tanto nell’anzianità contributiva, bensì nell’età anagrafica.
 
Pensione anticipata
Per quanto riguarda la pensione anticipata, per i lavoratori non vedenti  non è previsto alcun requisito contributivo diverso da quanto previsto per la generalità degli altri lavoratori presso forme di previdenza obbligatorie. Pertanto, le persone non vedenti possono accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi se donne), a prescindere dall'età anagrafica.
Secondo la normativa attualmente in vigore, tali requisiti rimangono fermi fino al 31 dicembre 2026.
Infatti, dal 1 gennaio 2019 il requisito contributivo avrebbe dovuto essere adeguato alla speranza di vita (Circolare INPS n. 62/2018). Tuttavia, tale adeguamento è stato sospeso dall’art. 15 Decreto Legge n. 4/2019 sino al 31 dicembre 2026.
 
APE Sociale
La Legge di Bilancio per il 2021 ha prorogato di un anno il periodo di sperimentazione dell’APE (Anticipo Pensionistico) SOCIALE, quindi fino al 31 dicembre 2021.
Nel caso di lavoratori invalidi, essi debbono essere in possesso di almeno 30 anni di contribuzione ed essere stati riconosciuti invalidi civili con una percentuale non inferiore al 74 %. In ogni caso, anche per il 2021 rimangono gli stessi requisiti anagrafici: 63 anni di età unitamente al requisito contributivo.
 
Opzione Donna
Un’altra agevolazione pensionistica riguarda il trattamento denominato “Opzione Donna”. Tale beneficio viene rinnovato ogni anno secondo il relativo monitoraggio delle risorse economiche: pertanto, non è possibile prevedere il decorso di questa prestazione negli anni successivi:
Con l’approvazione in via definitiva della Legge di Bilancio 2021, entrata in vigore il 1 gennaio 2021, è stata prorogata l’Opzione Donna fino al 31 dicembre 2021.
La cosiddetta Opzione Donna dà la possibilità alle lavoratrici del settore pubblico e privato di andare in pensione con 35 anni di contribuzione e con una età anagrafica di 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome, se hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti dalla legge, a condizione di accettare una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo.
Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita, ma è soggetto alle finestre mobili. Ciò significa che le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso delle lavoratrici dipendenti. 
 
Contributi utili 
Per la contribuzione utile al perfezionamento dei 35 anni sono calcolati, (nel limite di 52 settimane annue) i contributi a qualsiasi titolo:
  • obbligatori
  • da riscatto e/o da ricongiunzione
  • volontari
  • figurativi
Sono esclusi i contributi accreditati per malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti.

Pensione anticipata di vecchiaia
Il benefico dell’anticipo pensionistico di vecchiaia per lavoratori con un’invalidità riconosciuta non inferiore all’80% è rivolto ai lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e a carico delle forme di previdenza sostitutive dell'AGO (Circolare INPS n. 82/1994). Pertanto, il beneficio non spetta ai lavoratori autonomi né ai lavoratori dipendenti del settore pubblico.
 
Aumento Coefficienti di Trasformazione
Precisiamo che secondo l’art. 1 comma 219 Legge n. 232/2016 è stato introdotto, a partire dal 1 gennaio 2017, un incremento di 4 mesi per ogni anno di lavoro svolto presso Pubbliche Amministrazioni o Aziende private del coefficiente di trasformazione ai fini della determinazione della misura di pensione per le anzianità soggette al calcolo contributivo (Circolare INPS n. 73/2017).  Pertanto, questa misura del trattamento pensionistico è rivolta ai lavoratori non vedenti che ricadono nel sistema contributivo.
 
Altre forme di pensionamento riguardano i lavoratori precoci (coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età), lavoratori addetti a mansione gravose oppure mansioni usuranti, ecc. ma sono trattamenti che comportano determinate situazioni specifiche e, inoltre, è richiesta una maggiore età anagrafica, che può oscillare tra i 60, 64 e i 65 anni, anche se, in alcuni casi, viene diminuito il requisito contributivo richiesto dalla legge per la concessione di un determinato trattamento pensionistico.
 
Ci sono anche i trattamenti per inabilità nel Pubblico Impiego.
Precisiamo che nel caso di pensionamento per inabilità totale, la pensione è calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata, aumentata di un ulteriore periodo compreso tra l’età alla cessazione ed il compimento dell’età pensionabile. In ogni caso, l’importo del trattamento di pensione non può superare l’80% della base pensionabile e l’anzianità di servizio da computare non può superare il limite di 40 anni, previsto per legge (art. 2 comma 12 Legge n. 335/95).
In sostanza, ai titolari di pensioni di inabilità viene riconosciuta una maggiorazione contributiva, corrispondente al periodo di tempo che dista tra il momento di riconoscimento della pensione e i 60 anni di età (con un limite massimo di 40 anni).
Facendo un esempio: ad un lavoratore con 45 anni di età e 15 anni di contribuzione spetterà sulla pensione un beneficio contributivo di 15 anni, pari cioè all’età che lo separa dal 60° anno di età (60-45), che comporterà una pensione calcolata virtualmente su 30 anni di contributi (anziché 15 che sono gli anni effettivamente versati). Nel caso in cui, invece, se il lavoratore avesse già un’età di 60 anni o 40 anni di contribuzione non avrebbe diritto ad alcun beneficio contributivo.
Nel caso delle altre forme di pensionamento per inabilità la pensione è calcolata sulla base dell’effettiva anzianità contributiva maturata, senza nessuna maggiorazione o bonus contributivo.


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