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Richiesta di programmazione dei permessi legge 104/92 da parte del datore di lavoro

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domanda

La mia responsabile mi chiede di indicare i giorni di permesso Legge 104 all’inizio del mese, richiesta alla quale ho dovuto sottostare, pur con una certa difficoltà.
Penso che anche da questa particolare richiesta nasca conseguentemente l’equivoco per cui i giorni di permesso Legge 104 vengono poi considerati come una qualunque altra tipologia di assenza.
Vi chiedo cortesemente se tale richiesta è lecita, dal momento che i giorni di Legge 104 dovrebbero essere presi sulla base delle esigenze dell’assistito e non comportare un raggruppamento delle incombenze settimanali nel giorno indicato a inizio mese.

risposta

6 luglio 2021

Gentile utente,

la richiesta che le è stata fatta dalla sua responsabile è giustificata da quanto previsto dai Contratti di Lavoro per i dipendenti della Pubblica Amministrazione rinnovati per il periodo 2016-2018, che hanno introdotto novità in merito alla programmazione dei permessi legge 104/92.
In linea di massima, le novità sono le medesime nei differenti comparti.
Si dispone sostanzialmente una programmazione e una comunicazione più stringente, precedentemente non prevista, e valevole per i lavoratori che assistono il familiare con grave disabilità.
La Legge n. 104/92 non disciplina tale aspetto, che in passato è stato affrontato unicamente da Circolari INPS e Funzione Pubblica, che richiedevano, al momento della domanda dei permessi, di comunicare al datore di lavoro i giorni di assenza.
La novità introdotta nei nuovi Contratti prevede, invece, che il lavoratore dipendente, che assiste il familiare con grave disabilità, predisponga una programmazione mensile e, solo in caso di urgenza, potrà presentare una comunicazione di assenza nelle 24 ore precedenti il permesso e comunque non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno di fruizione.
L’innovazione contrattuale riguarda i comparti funzioni centrali, funzioni locali, Istruzione e ricerca, Sanità.


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