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Il lavoro dopo la bocciatura europea?



a cura di mschianchi

3 ottobre 2013

Nel luglio scorso, la Corte di giustizia dell'Unione europea che ha condannato l'Italia per non aver adottato le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità. Ad agosto, l'Italia ha varato il Decreto lavoro che, recependo quella sentenza, dovrebbe porre rimedio alla situazione.

Si trovano in rete alcuni testi che spiegano efficacemente le ragioni della condanna e i tentativi di porvi rimedio. La domanda tuttavia resta. Saranno sufficienti la bocciatura e il successivo decreto per rimediare le cose? In un paese in cui il lavoro sembra mancare in tutte le fasce della popolazione, ci sarà posto per il lavoro delle persone con disabilità? In un paese cui il dibattito sul sociale è ridotto ai minimi termini, e portato avanti solo dalla società civile, si può parlare di lavoro? Ci saranno le risorse per applicare l'idea che sia necessario trovare il lavoro giusto per la persona con disabilità giusta? A fronte di un scetticismo che non nascondo, sarei contento di essere smentito da qualche caso concreto che ci facesse vedere che le cose cambiano. Sarebbe davvero una bella notizia.

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