SuperAbile







I soliti accordi



a cura di mschianchi

28 ottobre 2013

Mi riferisco al testo di Fabrizio Gatti pubblicato sull'ultimo numero de L'Espresso. Si trova facilmente anche in rete e chi avrà voglia di leggerlo si renderà subito conto che racconta molte cose che tanti di noi conoscono fin troppo bene: i problemi del quotidiano e le questioni strutturali che si accompagnano continuamente nella vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L'invettiva sociale contro lo stato di abbandono in cui sono lasciati gli invalidi (questo è il termine usato) trova altri nemici in tutti i quei soggetti (qui in particolare le cooperative) che su di loro ci marciano, ci guadagnano.

Usare il termine "inchiesta" intervistando alcune persone, senza immergersi nel soggetto su cui si indaga ("invalidi" è una buona spia) è forse eccessivo poiché questo "reportage" somiglia molto ad uno dei romanzi d'appendice di fine ottocento. Si prendono schegge del reale e le si mettono in un sistema in cui le vittime sono sempre uguali a se stesse (disabili, immigrati, ecc. ecc.) si descrivono un po' le loro condizioni e via. La realtà è brutalmente semplificata e, al di là del moto di repulsione che il lettore ha per le vittime e i carnefici, tanto le descrizioni, quanto le chiavi analitiche mobilitate sono completamente scarne.

P.S. Si chiude con questo testo questa mia esperienza di blog con SuperAbile. Un sentito ringraziamento a chi mi ha seguito.

Commenti

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Stai commentando come

  • Lucia
    Caro Matteo, mi pare che nel nostro Paese la denuncia si faccia soltanto così: un'immagine tragica e piatta della realtà, che non contempla la minima sfumatura. È per questo che il compito delle persone come lei è quello di offrirci altre narrazioni.

  • Giuseppe
    Grazie a lei, Schianchi, per le riflessioni sempre interessanti, mi dispiace che il blog

  • matteo schianchi
    Grazie per la stima. Scrivere questo blog è stata per me un'esperienza molto interessante.



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