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Disabilità e narrativa



a cura di mschianchi

16 aprile 2013

Non ricordo sia successo nulla di simile nello scenario della narrativa italiana, la disabilità che si impone come genere letterario. Certo, libri di narrativa sul tema ne sono sempre stati pubblicati (come dimenticare "Nati due volte" di Pontiggia e molti altri), ma da un paio di anni a questa parte il patrimonio narrativo su questo fronte si è rimpolpato e per alcuni testi sono arrivati anche consensi di critica e di pubblico: "Zigulì" di Massimiliano Verga (Mondadori), "Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos), "Una notte ho sognato che parlavi" di Gianluca Nicoletti (Mondadori).

È evidente che non si tratta più solo di libri per "addetti ai lavori" o per persone che vivono più o meno la questione da vicino. Forse che, attraverso la narrativa, la disabilità sia diventata una questione che si comincia a percepire come una questione che interessa tutti? Magari! Ma forse è ancora un po' presto per dirlo, misureremo eventualmente questa realtà, sul lungo periodo, e non sugli indici di vendite.

La narrativa assolve tantissime funzioni per i lettori: fare evadere, fare riflettere, fare sognare, fare conoscere, fare percepire altri mondi, altre esistenze, ecc. Cosa vi hanno suscitato questi libri, se li avete letti? Li leggereste? Cosa vi hanno detto le persone che li hanno letti e che magari non hanno mai affrontato le questioni della disabilità?

Commenti

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Stai commentando come

  • matteo schianchi
    grazie per il contributo

  • m.colombi
    La narrativa è stata la mia vita, il mio primo amore e la mia prima scelta professinale. Ho letto i libri citati e molti altri, anche di madri. tutti molto belli e per me toccanti,

  • matteo schianchi
    cara maria, ho citato semplicemente i tre libri che nell'ultimo anno hanno avuto più successo di critica e di pubblico. Questa è l'unica ragione. Sono ben consapevole del fatto che esistono molti più libri, molti dei quali scritti anche da madre-donn

  • Loretta
    dei libri sopra citati, ho letto solo "Nati due volte" ma di disabilità e narrativa mi sono occupata nella mia Tesi di Laurea Magistrale in Filosofia, dal titolo "Raccontare la disabilità nel quotidiano: stigma, cura,

  • maria
    Caro Matteo, è un caso che tu abbia citato, soltanto libri scritti dai padri?



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