SuperAbile







Cambiare mentalità?



a cura di mschianchi

11 settembre 2013

Qualcuno forse conosce già Philippe Croizon. È una persona con disabilità che ha subito a quindici anni, per un incidente domestico, l'amputazione di tutti e quattro gli arti. È un nuotatore e alle sue grandi traversate (per esempio quella della Manica, oppure del golfo di Agaba tra Giordania ed Egitto), che riescono a destare l'attenzione del mondo giornalistico francese, cerca sempre di dare un significato positivo, ottimista. Ha raccontato la sua vicenda in un libro ("Ho deciso di vivere" sarebbe la traduzione italiana): dopo essere piombato nella più terribile disperazione, è riuscito a trovare la gioia di vivere e le sue imprese natatorie, oltre all'amore per i suoi figli, sono il suo "motore".

L'estate scorsa, Croizon è stato al centro di un episodio increscioso: mentre era al mare la sua sedia a ruote è stata rubata, ma è stata ritrovata qualche ora dopo su un parcheggio. Gli attestati di solidarietà ricevuti dopo questo caso e la sua precedente notorietà lo hanno spinto, nei giorni scorsi, a scrivere una lettera al Presidente del consiglio francese.

Nella sua missiva constata quanto l'eguaglianza di diritti e possibilità sia ancora molto lontana e considera urgente "avviare una campagna nazionale, una massiccia politica di informazione che potrebbe aiutare a cambiare le mentalità". Sottoscrivereste un simile appello rivolto alla classe politica? Vi sembra un progetto che potrebbe avere qualche ricaduta?

Commenti

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Stai commentando come

  • francesco mor.
    Bella idea, veramente. bello che qualcuno ci pensi, in francia. E tu a divulgarla in Italia, matteo, perché so che in fondo la sosterresti a pieno. Purtroppo non ho alcuna speranza che possa essere seriamente realizzata. ma bisogna provarci, almeno a

  • Pietro
    Scusami, forse non mi sono espresso bene, ma nel mio intervento ho detto l'opposto di quanto tu mi attribuisci. Il grosso culturale del lavoro integrativo, lo possiamo e dobbiamo fare noi, visto che la normalità non potrà mai conoscere le nostre diff

  • Pietro
    Scusami, forse non mi sono espresso bene, ma nel mio intervento ho detto l'opposto di quanto tu mi attribuisci. Il grosso culturale del lavoro integrativo, lo possiamo e dobbiamo fare noi, visto che la normalità non potrà mai conoscere le nostre diff

  • Pietro
    Lasciamo da parte la Mentalità, intesa come struttura mentale di un individuo e/o modo particolare di considerare le cose. Secondo me dovremmo cercare di far conoscere meglio il nostro mondo e forse cercare di conoscere meglio noi stessi. Mi sembra c

  • anonimo
    Pietro..non sono d'accordo NOI SE PROPRIO VOGLIAMO al massimo possiamo COLLABORARE.....Se il GROSSO del lavoro di integrazione LO FACCIAMO NOI...vuol dire che VOGLIAMO SENTIRCI UN MONDO A PARTE IN UNA FINTA INTEGRAZIONE...Infrastrutture mezzi ecc gen



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