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Scuola, il sostegno come scelta

12 giugno 2021

C’è un problema a scuola, e lo sappiamo bene perché da queste pagine ne parliamo da sempre. Un problema che si va sempre acuendo, considerando il grande numero di alunni e studenti con disabilità e l’incapacità del sistema di dare loro un aiuto adeguato. C’è un problema nel fornire a questi bambini e ragazzi degli insegnanti adeguatamente formati e capaci di svolgere al meglio il loro mestiere. Ancora oggi, e va sempre peggio, un terzo dei 300 mila studenti con disabilità italiani vengono affiancati da docenti che, dice la Fish con una franchezza che può perfino apparire scomoda, riescono ad essere dei “semplici badanti”.
 
Ma al di là dell’impegno del Ministero per reperire docenti specializzati, per avviare procedure concorsuali mirate a stabilizzare i docenti precari, c’è un tema che la Fish ha rilanciato e che probabilmente è venuto ora il momento di affrontare di petto. E’ quello dell’istituzione di una autonoma classe di concorso per insegnanti di sostegno, di modo che la scelta per il sostegno si configuri come una chiara scelta professionale fin dagli studi universitari. Ne va anche della continuità didattica, perché sono tanti (5000 quest’anno) i docenti di sostegno che hanno lasciato il sostegno per spostarsi su posto comune. E’ un intervento importante, ma bisogna avere la forza di passare ai fatti.

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