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Ora d'aria, diritti e cautele

26 marzo 2020

È un tempo difficile e lo è per tutti. Con le misure restrittive sull'intero territorio nazionale, tante famiglie chiedono una deroga per i figli con grave disabilità intellettiva o con autismo. “Per noi - dicono - stare a casa significa stare con le finestre tappate, per paura che i nostri figli disturbino o facciano di peggio. Così loro diventano pericolosi, per se stessi e per noi".
 
Chiedono una deroga, e iniziano ad arrivare i primi provvedimenti locali (comuni o regioni) che ammettono tale eccezione, sempre in un contesto di massima cautela per limitare la diffusione del Coronavirus Sars-CoV-2.
 
In tempi di pandemia e di stato d'emergenza, è sempre complicato decidere quali eccezioni hanno diritto di cittadinanza e quali eccezioni invece non meritino di essere considerate. Ogni categoria può avanzare richieste, compito dei decisori è farsi carico di ogni situazione, aiutando per quanto si può, e sempre tenendo conto dei diritti fondamentali delle persone. L'eccezione accolta non deve spaventare: è un segno di rispetto e vicinanza a famiglie in difficoltà. C'è chi può resistere, e chi non ce la può fare.

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