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Un ministero per i disabili, fra opportunità e rischi

3 giugno 2018

E alla fine, il governo è arrivato e con esso anche il preannunciato ministero per la famiglia e le disabilità. Un ministero senza portafoglio, incardinato nella Presidenza del Consiglio dei Ministri, che porta comunque in primo piano una condizione, quella delle persone con disabilità, che non aveva mai avuto questa visibilità a livello governativo. Ogni esecutivo nasce prevedendo una qualche novità rispetto agli altri: abbiamo avuto in passato il ministero dell'integrazione, o quello della solidarietà sociale, o quello dei giovani. Stavolta c'è questo.
 
Non è di per sé una cattiva notizia e non è di per sé una buona notizia. E' una decisione che potrebbe portare conseguenze positive, se il lavoro quotidiano di chi se ne occuperà sarà improntato a lungimiranza e capacità. Sulla carta, operare come una cabina di regia unica per tutti i provvedimenti governativi nel momento in cui impattano le persone con disabilità potrebbe portare risultati buoni. Ma bisognerà evitare di pensare alle persone con disabilità come ad un mondo a parte, perché la specializzazione, quando assomiglia troppo alla ghettizzazione, non conduce certo a risultati positivi. Quel che è certo è che la novità merita di essere osservata e seguita.

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