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In bagno e ovunque, conviene denunciare

26 giugno 2018

Un paese si cambia dalle piccole cose, e per cambiarlo è necessaria anche una spinta giudiziaria. Protestare verbalmente ma non fare nient'altro a conti fatti non serve. Meglio puntare alto, perché batti e ribatti le cose cambiano.
 
Prendiamo il caso di quella persona in sedia a ruote che, in viaggio su un’autostrada del Nord Italia, ha scelto di fermarsi in Autogrill per una sosta, un Autogrill contrassegnato con il simbolo dell’accessibilità. Il locale effettivamente non aveva barriere architettoniche e il bagno nemmeno; peccato che non fosse possibile entrarci perché mancavano le chiavi. Le chiavi del bagno per persone con disabilità erano infatti state affidate agli operatori delle pulizie che si recano in Autogrill solo in determinate fasce orarie: quando loro non ci sono, in quel bagno non era possibile andarci. Una discriminazione ingiustificata, che è stata fatta notare dal servizio legale gratuito dell’associazione Sidima, la Società italiana disability manager.
 
L'avvocato ha prima inviato alcune raccomandate ad Autogrill e poi, non ricevendo risposta, ha depositato un ricorso per discriminazione: Autogrill a quel punto ha risposto ed è stato trovato un accordo- Oltre a garantire la consegna delle chiavi del bagno al personale del bar, la transazione accordava al ricorrente 600 euro di risarcimento, comprensivo delle spese legali.
 
Qualcuno dirà: alla fine si è trattato di una piccolezza, le vere discriminazioni sono altre. Niente affatto. Le discriminazioni sono anche queste, quelle che succedono ogni giorno e che cambiano le vicende quotidiane. Serve denunciare e protestare, senza arrendersi. Anche così si cambia in meglio una società.

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