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Divertimento sicuro

20 aprile 2018

È una storia che va avanti... da sempre. Anni e anni in cui, all'arrivare della bella stagione, arriva immancabile la brutta esperienza di qualche singola persona, o gruppo di persone, con sindrome di Down, che affermano di aver subito una discriminazione all'interno di Gardaland, uno dei più celebri parchi divertimento italiani. Attrazioni negate, accesso vietato, in un rapporto conflittuale che andato avanti a lungo tempo.
 
Ora la notizia della firma di una convenzione fra il parco e CoorDown, il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down, dà una svolta positiva alla questione. Non è la soluzione definitiva di tutto, e probabilmente non basterà ad azzerare le situazioni critiche, ma è pur sempre il primo passo, quello di una disponibilità reciproca all'ascolto e all'attenzione per le priorità di ciascuno. Senza questa, si trattava di un dialogo inesistente. Ora, sarà possibile ragionare, partendo dal presupposto che l'accesso è permesso e che eventuali limitazioni non saranno considerati casi di trattamento discriminatorio. Purché tali limitazioni siano davvero giustificate dal fatto che l'uso di quei giochi possa esporre la persona interessata, o altri utenti, a rischi gravi per la salute. Si poteva fare prima, molto prima. Si è fatto ora. L'auspicio è che l'applicazione sia a prova di errore.

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