SuperAbile







Sempre più sport

24 gennaio 2018

È cambiato davvero tutto da quando, oltre sessant’anni fa, muoveva i primi passi nel nostro paese la sport terapia, la pratica sportiva come terapia per persone con disabilità. E’ cambiato tutto da quelle prime Paralimpiadi di Roma 1960, che “Paralimpiadi” non erano, ma Giochi internazionali per paraplegici. E’ cambiato molto da quelle prime edizioni dei Giochi e da quelle che si sono succedute negli anni settanta, ottanta, novanta. E’ cambiato tanto anche dal 2000, con l’esplodere dell’evento paralimpico a Londra 2012, e poi ancora oltre fino a Rio 2016 e a breve a Pyeongchang 2018. E’ cambiata la visione, lo sguardo, la considerazione per gli atleti disabili che partecipano alle gare: è cambiata la cultura, in tutto questo tempo. E in questa cultura viene affermata la pari dignità degli atleti che gareggiano.
 
Il Comitato italiano paralimpico è ora un ente pubblico, segno del riconoscimento che la pratica sportiva per persone con disabilità ha un interesse pubblico, collettivo: un passo fondamentale nella vita del movimento, che nel nostro paese si affida per un nuovo mandato da presidente a Luca Pancalli, protagonista di tutti i passi avvenuti dal 2000 in poi.
 
Ci sono tante pagine ancora da scrivere. Ma il percorso fin qui compiuto nel dare dignità e valore allo sport praticato da persone con disabilità ha quasi dell’incredibile. “Quasi”, perché ora è realtà. Con l’auspicio che questo valore possa essere reso fruibile a tutti, in ogni luogo del nostro paese e in qualunque condizione sociale ci si trovi. Ai grandi livelli lo sport paralimpico ora è amato. C’è bisogno ora che diventi possibile praticarlo per tutti coloro che lo vorranno. Uno sport che sia davvero senza barriere.

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