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Fino in fondo

30 novembre 2017

Nel paese dei molti tentativi parziali e dei pochissimi – se non inesistenti – interventi strutturali, ecco che infine, dopo tanto parlare, arriva un fondo dedicato ai caregiver familiari. Con qualche soldo dentro, 20 milioni di euro all’anno, per tre anni. Intendendo per caregiver chi assiste e si prende cura di un familiare che a causa di malattia, infermità o disabilità, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé. E’ la classica montagna che ha partorito il topolino, perché le necessità di questa categoria di persone (i cui confini e le cui caratteristiche vanno definite nel dettaglio) sono ben considerevoli e ampie.
 
A conti fatti, si tratta di un semplice bonus che va a impattare poco la realtà delle cose. A giudicare dal numero delle persone che potrebbero essere interessate alla misura, la cifra per ogni singolo caregiver sarà mensilmente di qualche decina di euro: i “soliti” 80 euro, se va bene, ma forse anche meno: 40 euro, o 20 euro. O 10 euro.
 
Fare le cose come si deve significherebbe in realtà individuare i caregiver familiari e poi capire quali sostegni prevedere fra i tanti che potrebbero essere concessi, e in quali forme e modalità. Partendo dalla necessità che i caregiver hanno spesso di abbandonare il proprio lavoro. Ma sono tematiche troppo complesse per poter essere risolte con un emendamento a fine legislatura.

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