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Barriere protagoniste, come nell’Antica Roma

25 maggio 2017

Volevano andare al BioParco, si sono ritrovati loro malgrado a San Pietro. No, non è un problema di navigatore satellitare quello che ha incontrato un gruppo di ragazzi con disabilità. E’ un problema di diritti, un problema di accessibilità, un problema di decenza, oseremmo dire. La storia l’abbiamo raccontata sul nostro portale e quello che ci sentiamo di dire è che è abbastanza vergognoso che in una città come Roma ci siano intere stazioni della metropolitana (e non secondarie stazioni di periferia, ma centralissimi snodi come quello di Flaminio – Piazza del Popolo) ad essere completamente inaccessibili. Posto che, in ogni caso, fra periferia e centro non dovrebbero esserci comunque differenze…
 
Si, è vero: queste stazioni sono state costruite decenni fa, scontano i problemi architettonici tipici del secolo scorso, eccetera eccetera. Ma siamo nel 2017 e di acqua sotto i ponti ne è passata, e di strumenti per permettere ad una persona su sedia a ruote di superare un dislivello ne sono nati a iosa, nel frattempo. E anche se quello che usi (nel nostro caso un montascale) non è proprio quello più tecnologicamente avanzato, beh, almeno dovresti avere la decenza di assicurarti che sia utilizzabile. E’ insomma questione di cura, di attenzione, di decenza. Tutte cose che nella metropolitana della Capitale sembrano essere un optional.
 

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