SuperAbile







Reato di parcheggio

15 aprile 2017

E’ vero, gli obblighi e le minacce di sanzione non sono forse il modo più lineare per cambiare la mentalità di una società e per promuovere comportamenti virtuosi, ma quando i comportamenti virtuosi tardano ad arrivare anche gli obblighi e  le minacce di sanzione servono allo scopo. E’ così che si può salutare la sentenza con cui la V Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha indicato come “ violenza privata” – un reato vero e proprio -  l’occupazione con la propria auto del posto riservato a una persona disabile. Una sentenza che si riferisce ad un parcheggio (stallo) di sosta personalizzato, dato in concessione alla titolare del contrassegno di parcheggio per disabili (Cude) dal comune di residenza, come previsto dalla normativa vigente, e che crea un precedente importantissimo per quanto riguarda la tutela dei diritti delle persone con disabilità o con ridotta mobilità titolari di uno parcheggio (stallo) di sosta riservato personalizzato.
 
La sentenza vale per il caso concreto, ma certamente rappresenta una pronuncia importante che avrà ricadute nel futuro. E’ un altro piccolo tassello per il rispetto non solo degli stalli personalizzati, ma anche di quelli generici, che anche e più di quelli personalizzati sono troppo spesso occupati da persone che non ne hanno alcuna titolarità. Libertà di parcheggio, dunque, ma anche rispetto delle regole. 
 

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