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Bambini allergici: arriva il decalogo in 10 punti

Curato dagli esperti dell'Ospedale Bambino Gesù e Federasma, il decalogo è stato presentato in occasione della V edizione della "Giornata del bambino allergico". Aumentano i casi in Italia: dal 1950 ad oggi si è passati dal 10% della popolazione colpita al 30%, compresi bambini e adolescenti in età scolare

18 febbraio 2010

ROMA - Consultare il pediatra al primo sospetto di allergia e porre attenzione a cibi e farmaci che il bambino assume, ma soprattutto garantire nella vita comunitaria del bambino ambienti interni ed esterni idonei. Sono queste le linee guida individuate dagli esperti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e di Federasma che hanno presentato, in occasione della V edizione della "Giornata del bambino allergico", un decalogo in dieci punti "a misura di bambino" per riconoscere, trattare e prevenire le malattie causate da allergia. Secondo gli esperti in Italia c'è un grave delle malattie allergiche tra bambini e adolescenti. 

Nel nostro Paese, infatti, dal 1950 ad oggi si è passati da un 10% di popolazione colpita da una manifestazione allergica ad un "allarmante" 30%, che include bambini e adolescenti in età scolare. "Questo boom di allergie, tale da considerarle oggi una vera e propria malattia sociale, è - spiegano i promotori dell'iniziativa - caratteristico di tutti i Paesi sviluppati come l'Italia, dove il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (che nell'80% dei casi è provocata da allergie), il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica".

Nonostante i numerosi problemi legati a questo tipo di disturbi, "i bambini allergici e asmatici - spiegano gli esperti - hanno il diritto di vivere la scuola, lo sport e i momenti ricreativi con la serenità e la spensieratezza tipica della loro età. E se è vero, come recitano i dati dell'indagine condotta nelle scuole dal Ministero dell'Istruzione, che solo il 42,65% degli istituti italiani è in possesso del certificato igienico-sanitario che attesta condizioni idonee ad accogliere gli studenti senza esporli a rischi per la propria salute, allora diventa imprescindibile sensibilizzare le Istituzioni, gli operatori del settore ed i genitori sulla necessità di rendere questi ambienti luoghi sicuri in cui tutti i ragazzi possano svolgere ogni attività legata all'apprendimento, allo svago e allo sport". (eb/ga)

(20 febbraio 2010)

di g.augello

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