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Le norme europee per l’accessibilità del sistema ferroviario ed i Piani Nazionali di Attuazione

E’ in vigore dal 1 gennaio del 2015 il regolamento dell’Unione Europea N. 1300/2014 che estende all’intero sistema ferroviario europeo il pacchetto di specifiche tecniche (STI) sull’accessibilità per le persone con disabilità e con mobilità ridotta.

1 settembre 2016

E’ in vigore dal 1 gennaio del 2015 il regolamento dell’Unione Europea N. 1300/2014 che estende all’intero sistema ferroviario europeo il pacchetto di specifiche tecniche (STI) sull’accessibilità per le persone con disabilità e con mobilità ridotta.

Tali norme dettano requisiti tecnici per l’accessibilità, dai percorsi tattili di orientamento nelle stazioni agli standard minimi di illuminazioni nei treni, e richiedono ad ogni Stato membro la redazione di un Piano Nazionale d’Attuazione per analizzare la situazione e studiare una strategia. Vige il principio di un’attuazione graduale per l'eliminazione delle barriere, con tempi e modalità definiti ma, soprattutto, con un’unica regia europea.

E’ in vigore dal 1 gennaio del 2015 il regolamento dell’Unione Europea N. 1300/2014 che estende all’intero sistema ferroviario europeo il pacchetto di specifiche tecniche (STI) sull’accessibilità per le persone con disabilità e con mobilità ridotta.

Una Decisione della Commissione Europea e una Direttiva, tra il 2007 e il 2008, avevano posto le premesse a questo regolamento nel ribadire che l’accessibilità è un requisito essenziale nel sistema ferroviario dell’Unione. Ma vi è anche il peso della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Unione Europea e dalla maggior parte dei suoi stati membri, che considera l’accessibilità uno dei suoi principi fondamentali nella quale rientrano, a pieno titolo, anche i trasporti e il sistema ferroviario. 

Ed infine, vedendo la cosa in termini economici, non può lasciare indifferenti il dato emerso da una indagine Eurobarometro del 2013 (descritta più avanti)  secondo la quale ben il 19% degli europei non usa il treno per motivi legati ad una scarsa accessibilità.

Queste norme dettano requisiti tecnici per l’accessibilità nel sistema ferroviario, omogenei per tutti gli Stati dell’Unione. Esse richiedono, ad esempio, i percorsi tattili di orientamento nelle stazioni ferroviarie, le targhette tattili sui bagni e gli ascensori, gli standard minimi di illuminazione nei treni e nelle aree, la realizzazione di porte più ampie e rampe più comode.

Per gli addetti ai lavori le Specifiche Tecniche per l’Interoperabilità - STI - sono delle norme che riguardano tutti gli aspetti dei sistemi ferroviari, dalle infrastrutture al materiale rotabile, fino alle applicazioni telematiche.

Con l’adozione di questo regolamento i passeggeri con disabilità e le persone anziane potranno apprezzare il graduale miglioramento delle condizioni di accessibilità del servizio ferroviario  e delle sue infrastrutture in tutta Europa.

Infine, ciò che merita di essere sottolineato è l’obbligo di redigere un Piano Nazionale d’Attuazione, uno per ogni Stato membro. Ciò servirà ad evitare che il tutto sia messo in opera con tempi o modalità diverse.

Il PNA rappresenta non solo una guida, ma anche uno stimolo in più per agire. E’ infatti prescritto che le norme in vigore si debbano applicare alle nuove realizzazioni ed ai casi rinnovamento o ristrutturazione di ciò che è esistente. Pur basandosi su un principio di attuazione graduale per la progressiva eliminazione degli ostacoli all'accessibilità,  il Piano Nazionale di Attuazione produrrà un inventario della situazione esistente e definirà una strategia, con obiettivi e priorità.  

Per raggiungere questo ambizioso traguardo i vari Stati saranno coordinati da un’unica regia, quella dell’Agenzia ferroviaria europea.

Che ne pensano i passeggeri dell’accessibilità del sistema ferroviario?

Una recente indagine Eurobarometro, ha valutato la soddisfazione dei passeggeri delle ferrovie ed ha posto l’accento anche sul tema dell’accessibilità (Flash Eurobarometer 382 a - Dicembre 2013).

Lo studio ha rilevato che il 58% degli Europei è soddisfatto dei servizi ferroviari offerti nel proprio paese, ma il dato più importante è che il 19% della popolazione europea non  usa il treno a causa di problemi legati all’accessibilità. Si tratta di una fascia considerevole di popolazione che userebbe il trasporto ferroviario se fosse messa nelle condizioni di farlo.

In particolare, solo il 37% degli Europei è soddisfatto dell’accessibilità delle stazioni, con punte più alte di gradimento nel Regno Unito (61%), in Irlanda (56%), in Francia (52%)  e livelli più bassi in Germania, Svezia, Italia e nei Paesi dell’Est.

Ma solo il 46% è soddisfatto dell’accessibilità dei binari mentre il 40% lo è delle carrozze, e se gli intervistati sono direttamente coinvolti le percentuali scendono al 43%, nel primo caso, e al  37%, nel secondo.

La soddisfazione per le informazioni precedenti il viaggio è del 39% e per l’assistenza alle persone con ridotta mobilità scende al 37%.

Infine il 34% delle persone intervistate che non usa il treno ha citato almeno un aspetto legato all’accessibilità tra le ragioni per cui non ne fa uso.

In conclusione, il 2015 dovrebbe essere un anno di svolta per il sistema ferroviario europeo e italiano, poiché sono stabilite le condizioni per la sua progressiva trasformazione verso una piena accessibilità. Ciò gli permetterà di rivolgersi anche a quella fascia di popolazione, il 19%, che oggi non lo utilizza per problemi di scarsa fruibilità.

Così facendo il sistema potrà innalzare gli standard di qualità e comfort per tutti i passeggeri.

Foto: treno delle linee ferroviarie britanniche. Foto di Daniela Orlandi

 

 

 

di Daniela Orlandi

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