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L’Atto Europeo sull’Accessibilità è stato approvato dal Parlamento europeo

Il 13 marzo 2019 l'European Accessibility Act (EAA) - l’Atto europeo sull’accessibilità- è stato approvato. Con questa direttiva si compie ancora un altro passo verso una sempre maggiore inclusività delle persone con disabilità.

7 agosto 2019

La direttiva ha le sue basi nella Comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere”, in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, del 2006, che individua l'accessibilità come uno degli otto ambiti d'azione, definendola una condizione indispensabile per la partecipazione alla società.
La direttiva promuove la piena ed effettiva parità di partecipazione migliorando l'accesso ai prodotti e servizi generici che grazie alla loro progettazione iniziale o al loro successivo adattamento possono rispondere alle esigenze specifiche delle persone con disabilità.
Lo scopo della direttiva approvata è ottenere benefici economici e sociali da un mercato unico digitale connesso, agevolando quindi il commercio e promuovendo l'occupazione nell'Unione; contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri in materia di requisiti di accessibilità in relazione a determinati prodotti e servizi.
Si prefigge di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione di alcuni prodotti e servizi nei paesi europei, dovuti alle diverse norme nazionali, aumentandone la disponibilità nel mercato interno e migliorando i processi di unificazione ed armonizzazione delle prescrizioni in materia di accessibilità.
Un ambiente in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili rende possibile una società più inclusiva e facilita la vita indipendente delle persone con disabilità. Anche in considerazione del crescente aumento della popolazione anziana e, in genere, delle particolari esigenze avanzate da un’utenza ampliata.
La direttiva, pertanto, mira ad armonizzare i requisiti di accessibilità per una serie di prodotti e servizi. Non impone soluzioni tecniche dettagliate per renderli accessibili, ma semplicemente stabilisce "principi di accessibilità”; elenca i "bisogni" dell'industria e delle persone con disabilità e quei prodotti o servizi che dovrebbero essere accessibili in termini di requisiti funzionali e per i quali la Commissione europea ha evidenziato la presenza di barriere. Questi sono, ad esempio: computer, telefoni, televisioni, servizi multimediali, servizi bancari, e-book, comunicazioni elettroniche, incluso anche il numero d’emergenza (il 112), alcuni elementi per i servizi di trasporto passeggeri e dell’e-commerce.
I requisiti di accessibilità devono essere tali da fornire “prodotti progettati e prodotti in modo da ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità e devono essere accompagnati da opportuna informazione”. Quest’ultima mediante: etichettatura, imballaggio ed altro, è il supporto utile a consentire a “tutti” il funzionamento ed ogni altra informazione necessaria inerente il prodotto.
Per quanto riguarda la fornitura dei servizi, l’accessibilità: “deve essere realizzata includendo funzioni, prassi, strategie e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità e a garantire l'interoperabilità con le tecnologie assistive”.
Per l’accessibilità dell’ambiente costruito - utilizzato dai clienti dei servizi ai quali si applica la direttiva -  gli Stati membri possono decidere di adeguarsi ai requisiti (nella direttiva all’allegato III) per consentire e favorire l’accesso alle zone aperte al pubblico dove sono forniti.
Il testo della direttiva in versione definitiva, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dell’UE, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, per poi passare all’iter dei singoli Paesi dell’Unione ed essere acquisito nella legislazione nazionale, secondo i tempi previsti.
 
Per ulteriori dettagli è possibile consultare il portale del Parlamento Europeo in cui è disponibile il testo della direttiva approvata.
 
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di Giuseppina Carella

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