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Si parla di sessualità e disabilità in ''Manuale d'amore 2''

Veronesi: ''Ho un amico paralizzato dal collo in giù da 23 anni. La storia è scaturita anche e soprattutto dai suoi racconti, dai suoi desideri''

13 gennaio 2007

BOLOGNA - Tutti ne hanno parlato per la scena “hard” tra due dei bellissimi del cinema italiano, Monica Bellucci, incantevole fisioterapista nel film, e Riccardo Scamarcio, giovane finito su una sedia a ruote in seguito a un incidente stradale. Ma l’episodio “incriminato” di Manuale d’amore 2, per la regia di Giovanni Veronesi e nelle sale a partire dal 19 gennaio, affronta anche un altro tema, spesso tabù: quello della sessualità dei disabili. E lo fa con la leggerezza tipica della commedia italiana, che riesce a sdrammatizzare anche le situazioni più tragiche, come l’impossibilità di avere figli, di sposarsi tra persone omosessuali e di tornare giovane, invitando però alla riflessione.

Come mai, da regista, ha deciso di affrontare anche un capitolo dedicato all’eros e alla disabilità?
L’idea è nata da un sogno che ho fatto io in prima persona: quello di essere su una sedia a ruote e di fare sesso. Ma ho un amico che da 23 anni è paralizzato dal collo in giù - fa anche un cameo nel film -. E la storia è scaturita anche e soprattutto dai suoi racconti, dai suoi desideri…

Un film più impegnato, forse?
Di sicuro più attuale. Ma questo secondo ’’Manuale d’amore’’ è anche più sociale rispetto al primo. Tratta di argomenti come la fecondazione assistita, i Pacs, la paura di non riuscire più ad avere una donna né qualcuno che si prenda cura di noi nel caso in cui non si riesca più a camminare con le proprie gambe. Anche se però l’intento è sempre quello di far sorridere.

Che immagine ne esce della politica italiana?
L’Italia è un paese in cui bisogna saper aspettare che tutta Europa prenda posizione su una determinata tematica prima di vedere il Parlamento legiferare su quell’argomento. Non è un caso che entrambe le coppie, quella che non riesce ad avere figli e quella omosessuale, vadano in Spagna a realizzare i priopri sogni, cioè ricorrere all’inseminazione artificiale e contrarre un matrimonio gay.

Una domanda a Scamarcio: per un attore è difficile interpretare la parte di un ragazzo disabile?
Sì, non è semplice. Ho un amico che ha vissuto una situazione simile a quella del personaggio di Nicola. Allora sono andato a parlare con lui e mi sono fatto raccontare cosa ha provato quando ha avuto l’incidente. Inoltre, durante le riprese, ho cercato di prendere padronanza della sedia a ruote il più possibile. (Michela Trigari)

(13 gennaio 2007)

di e.proietti

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