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Psichiatria. Trent’anni assieme a chi soffre: storia dal Trentino

Dall’handicap al disagio mentale, sempre in comunità. Oggi la cooperativa Gruppo 78 ha 48 dipendenti e 58 volontari e assiste un centinaio di persone Allora arrivarono in dieci dalle Marche invitati da una donna che mise a disposizione la sua casa

12 maggio 2008

Da “Il Trentino”

VOLANO (TRENTO) - Seppero solo in seguito che Volano era in Trentino. Succedeva esattamente 30 anni fa, quando in paese, invitati da Diomira Raffaelli, arrivò un gruppo di dieci persone provenienti dalla Comunità di Capodarco, nelle Marche. Erano uno di quei gruppi che voleva espandere la vita di comunità, come nuovo approccio trattare la disabilità (allora si parlava di “matti” e “handicappati”), superando gli schemi della mera beneficienza e del pietismo. Diomira propose il suo paese (che nessuno conosceva) dove mise a disposizione il suo appartamento in via Stazione: così si costituì il Gruppo 78, diventato nel 1981 cooperativa sociale. Adesso è una delle cooperative sociali più importanti della Vallagarina: domani si racconterà con un’assemblea pubblica in paese (20.30 nell’aula magna delle scuole elementari).

Dei soci fondatori, tuttora cinque sono attivi nella cooperativa: sono Santo Boglioni (che ora ne è direttore), Miriam Gusmini, Luciano Lucchetti di Rovereto, la stessa Diomira Raffaelli, Sabino Damiano. Presidente della cooperativa (che conta 48 dipendenti, 58 volontari e oltre un centinaio di utenti) è Alessandro Loss. All’inizio la comunità si autososteneva vendendo lavori e riproduzioni artistiche in rame o ottone.

L’associazione è apartitica e aconfessionale, ma le spinte erano anche ideali: un cattolicesimo molto progressista, la teologia della liberazione, le battaglie in favore dei diritti. A Volano, molti si rendono attivi nella vita del paese: c’è chi si iscrive alle Acli, chi simpatizza per Democrazia Proletaria prima e Solidarietà poi; alle elezioni comunali si decide di votare tutti per Eugenio Gelmi, indipendente nelle file del Pci. «Le nostre battaglie erano anche trasversali, e vennero fatte proprie anche personalità della Dc di allora, come Grandi in Provincia o Chiasera a Rovereto», racconta Santo Boglioni, per tutti Santino. Sono gli anni della legge Basaglia (varata esattamente 30 anni fa), che abolì i manicomi. Il Gruppo 78 cominciò ad accogliere carcerati in semilibertà, tossicodipendenti, e, proprio in seguito alla legge 180, i giovani con problemi di salute mentale, che non venivano più rinchiusi nei manicomi ma venivano “parcheggiati” in case di riposo o tornavano nelle famiglie. Il gruppo 78 decise perciò di continuare, occupandosi proprio di quelle persone che soffrivano di disagio mentale. Si capì che la vita comunitaria - che rifiutava la dicotomia tra assistenti e utenti - non era sufficiente a rispondere a determinati bisogni. Nel 1986 si fece la prima assunzione di un educatore professionale (figura che nasceva proprio allora). «Prevalse il tecnicismo - continua Boglioni - ora bisogna tenere alti i valori da cui si è partiti». «Quelli del trentennale non sono celebrazioni, ma è una forma di restituzione alla comunità di partenza, Volano», dice il presidente Loss.

Ora la cooperativa è articolata in diversi servizi e settori. Ci sono due centri residenziali (a Rovereto e Ala) e tre appartamenti semiresidenziali; ci sono i progetti di avviamento al lavoro ad Isera (Teseo, al Maso del Gnac) e Trento (Talea). A Maso del Gnac si coltiva e si producono prodotti biologici (dai crauti alle marmellate). La Cooperativa offre anche servizi di assistenza relazionale domiciliare. Dal 1994 è affiancata dall’omonima associazione, di solidarietà internazionale: adesso gestisce un centro diurno per disabili in Kosovo. (Michele Stinghen)

(13 maggio 2008)

di e.proietti

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