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Olbia, il porto diventa accessibile anche ai non vedenti: abbattute le barriere architettoniche

L'intervento dell'autorità portuale dopo la segnalazione dell'Unione italiana ciechi: il porto di Isola Bianca, scalo turistico di primo livello per l'arrivo in Sardegna dei traghetti dal continente, è stato adeguato con un percorso a terra di indicatori tattili. La promessa: "Lavori simili anche a Porto Torres e Golfo Aranci"

19 luglio 2011

OLBIA - Un porto a dimensione di non vedente. Lo scalo di Olbia Isola Bianca, nel quale ogni giorni arrivano dal resto d'Italia traghetti di turisti e residenti, è ora accessibile anche alle persone con disabilità visiva. Lo comunica l'Autorità Portuale che ha portato avanti una campagna di abbattimento delle barriere architettoniche per passeggeri e utenza degli scali marittimi del Nord Sardegna. Dalla scorsa settimana (le ultime rifiniture sono previste per settembre), i due ingressi principali della struttura portuale sono collegati tra loro da un tappeto tattile, denominato vettore, che si snoda verso i vari sportelli delle biglietterie e i servizi igienici. Un sistema, quello utilizzato, che, proprio per la forma e il tipo di scanalature, permette ai non vedenti e agli ipovedenti di raggiungere una destinazione attraverso il senso tattilo - plantare e manuale (con l'ausilio del bastone), l'udito e il contrasto di luminosità. Dopo l'ordinanza 04/2010 - che aveva introdotto, nei porti turistici presenti nella circoscrizione dell'Ente, una riserva del 3% dei posti barca disponibili per soggetti (persone fisiche o giuridiche) disabili e o appartenenti alle categorie cosiddette "protette" - l'Autorità, insieme alla Sinergest, che ha materialmente appaltato ed eseguito i lavori, ha installato, all'interno della stazione marittima dell'Isola Bianca, un percorso a terra con indicatori tattili per non vedenti.

Un progetto che nasce dal suggerimento dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che lo scorso anno ha inviato un'apposita comunicazione al Presidente Paolo Piro, sensibilizzandolo sulla necessità di adeguare il porto di Olbia alle normative europee sulla mobilità dei disabili, ma, ancora prima, all'imprescindibile diritto di ciascun cittadino a fruire liberamente dei luoghi pubblici. "Abbiamo accolto da subito la richiesta del presidente dell'Uici, Tommaso Daniele - spiega Paolo Piro - e invitato immediatamente la Sinergest a provvedere all'adeguamento della stazione marittima ai criteri che il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri impone. E' un intervento che ritengo doveroso, oltre che etico, degno di una società civile e attenta. La dimensione dei traffici, che eleva Olbia tra i primi porti italiani, ci impone di offrire il massimo dei servizi all'utenza, senza mai dimenticare le fasce deboli che, così come accade negli aeroporti, devono sentirsi a proprio agio anche all'interno delle strutture portuali". Meno recente, ma non per questo meno adeguata, la presenza degli indicatori tattili a terra anche nel perimetro delle banchine, servizio che bene si integra con quello interno alla stazione marittima e con la presenza, non secondaria, del servizio di portierato e degli uomini della security che, dal 2005, sono costantemente a disposizione dei passeggeri, specialmente quelli con difficoltà motorie.

 "E' sicuramente un piccolo passo - continua Piro - che segue quello sulla portualità accessibile, varato con apposita ordinanza nel mese di aprile 2010, e fatto proprio dalle altre autorità portuali e dall'Unione Italiana Vela Solidale. E' mia volontà estendere lo stesso progetto anche agli scali di Golfo Aranci e Porto Torres, per i quali, però, sono prima necessari importanti interventi infrastrutturali di adeguamento a quella che possiamo considerare una portualità moderna di dimensione europea".

(20 luglio 2011)

di d.marsicano

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