SuperAbile






In Accessibilità


Gli aspetti dell’accessibilità nella sede di un’azienda o impresa

Il livello di accessibilità da garantire negli edifici di aziende o imprese non hanno alcuna relazione con il loro profilo giuridico ma dipende da alcune condizioni. Per i luoghi di lavoro è previsto l’accomodamento ragionevole e, sempre, deve essere garantita la sicurezza.

14 ottobre 2021

È necessario premettere che l’azienda e l’impresa, nelle loro definizioni giuridiche, sono regolate dalle disposizioni del Codice Civile e che queste possono offrire e svolgere una molteplicità di attività (produzione di beni, offrire servizi, ecc).
 
Gli spazi in cui viene svolta l’attività di un’azienda (abbr. per azienda o impresa) possono essere diversi non identificabili in un’unica tipologia di spazio o edificio; sono definiti sulla base delle attività che vi si svolgere.
La sede di un’azienda infatti può essere indifferentemente: un edificio nel quale si svolgono attività di servizi a sportello come quelli erogati dalle banche; un negozio sede di attività commerciale; un laboratorio artigianali con produzione e vendita diretta; oppure la combinazione di più attività e più spazi con diverse funzioni.
 
Mentre il profilo giuridico dell’azienda è indifferentemente per determinare i requisiti di accessibilità degli spazi dove viene scolta, resta invece necessario considerate alcune specifiche condizioni che obbligano al rispetto della normativa di settore per quanto riguarda gli ambienti di cui si compone.
Per la legge i livelli di accessibilità sono quelli che devono essere garantiti negli edifici privati (di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione) “sedi di aziende o imprese” e delle “attività aperte al pubblico” (indicate all’articolo 3 co. 3.3. let. c e co. 3.4 del DM 236/89), in relazione a:
  • il numero di addetti impiegati, quindi alla obbligatorietà o meno del collocamento obbligatorio di personale con disabilità,
  • alla possibilità che ci siano attività aperte al pubblico.
Vengono a definirsi, dipendenti da queste due condizioni, diverse situazioni di applicazione dei livelli di accessibilità, per cui:
  • l’azienda obbligata al collocamento obbligatorio sede di attività aperte al pubblico o non deve avere gli spazi accessibili;
  • l’azienda non obbligata al collocamento obbligatorio sede di attività aperta al pubblico (ad esempio: le attività commerciali in generale, i negozi, ecc.), deve avere gli spazi aperti al pubblico visitabili, gli altri adattabili;
  • l’azienda non obbligata al collocamento obbligatorio sede di attività non aperta al pubblico, deve avere spazi adattabili.
Il requisito della accessibilità è garantito (all’articolo 7.4 del DM 236/89) seguendo le prescrizioni dello stesso decreto, se:
  • tutti i settori produttivi e tutti gli uffici amministrativi sono accessibili;
  • è presente almeno un servizio igienico accessibile per ogni nucleo di servizi previsto;
  • le mense, gli spogliatoi, i luoghi ricreativi e gli ambienti destinati a servizi di pertinenza sono agevolmente fruibili anche da parte dei dipendenti disabili.
 
È necessario segnalare, parlando anche di luoghi di lavoro, l’accomodamento ragionevole a cui i datori di lavoro sono tenuti (con la legge 99/13, art. 9, co. 4-ter, l’accomodamento ragionevole è stato aggiunto all’articolo 3 del D.Lgs 216/03 il comma 3 bis,).
L’accomodamento ragionevole, come richiamato nella norma citata, definito nell’art. 2, comma 4, della Convenzione ONU del 13 dicembre 2006 consiste nelle: “le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali”.
 
Nel termine accomodamento ragionevole sono compresi diversi interventi il cui comune denominare è garantire il lavoro e la dignità del lavoratore con efficacia; non è solo ed esclusivamente l’adozione di elementi di accessibilità fisica ma più in generale ogni modifica o aggiustamento di un posto di lavoro, che possa riguardare l’organizzazione, la gestionale, la mansione o altro (verificati nello scopo con lo stesso lavoratore sulla base delle sue esigenze possa consentire di realizzare l’attività lavorativa).
 
Così come è indispensabile ricordare che l’applicazione della normativa sulla sicurezza - al D. Lgs. 81/08 coinvolge il datore di lavoro, che deve sia provvedere alla valutazione di tutti i rischi “riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” (all’articolo 28) e tra questi le persone con disabilità, che predisporre quanto necessario (all’articolo 63) affinché i luoghi di lavoro siano strutturati tenendo conto, dei lavoratori disabili (“conformi ai requisiti indicati nell’Allegato IV”).
 
Riferimenti normativi
 
© Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando fonte e autore
Immagine tratta da pixabay.com

 

di Giuseppina Carella

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati