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In Accessibilità


Per la “sola” accessibilità né sconto né cessione

Per le spese sostenute per gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche non è possibile scegliere, all’interno del bonus ristrutturazioni 50%, in alternativa alla detrazione diretta dell’Irpef per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

16 luglio 2021

Facciamo un passo indietro e ricordiamo che il decreto legge 34/2020 (c.d. decreto “rilancio” convertito con modificazioni dalla Legge 77/2020) ha previsto misure importanti in favore degli interventi di miglioramento energetico (eco bonus) e sismico (sisma bonus) degli edifici, con una detrazione del 110% sulle spese sostenute.
 
Tra le novità introdotte (all’articolo 121 del decreto) c’è anche la possibilità della cessione del credito e dello sconto in fattura per le spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia per favorire il recupero del patrimonio edilizio, indicati all'articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR 917/1986 (sono alcuni di quelli agevolati con il bonus ristrutturazioni 50%).
 
Pertanto al posto dell'utilizzo diretto della detrazione Irpef per le spese sostenute da parte del contribuente, è possibile:
  • un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • la trasformazione del corrispondente importo in credito d'imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.
E, i lavori del bonus ristrutturazioni per i quali spetta la detrazione Irpef del 50% fino ad un massimo di spesa di 96.000 euro, per i quali è possibile l’accesso a queste modalità di cessione del credito, sono:
  • la manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e di risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (alle lettere a), b), c) e d) art.3 del DPR 380/2001) sulle parti comuni di un edificio ad uso abitativo. Questo è il caso dei condomini;
  • la manutenzione straordinaria, restauro e di risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (alle lettere b), c) e d) art.3 del DPR 380/2001) sulle singole unità immobiliari ad uso abitativo.
Mentre, non è possibile accedere alle alternative alla detrazione diretta dell’Irpef, come è stato precisato nella interrogazione parlamentare n.5-04996 del 3 dicembre 2020, per i lavori alla lettera e) del DPR 917/1986: quelli esclusivamente finalizzati al superamento delle barriere architettoniche.
 
Nella interrogazione è stato chiarito che non è possibile accedere a queste alternative ed è indicata la condizione che lo renderebbe possibile: “Tuttavia, se, tra gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, ve ne sono alcuni che possono qualificarsi, ai sensi dell’articolo 16-bis, lettere a) e b) del decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986, come interventi di manutenzione straordinaria su singole unità immobiliare o di manutenzione sulle parti comuni dell’edificio, in relazione agli stessi è possibile avvalersi, a prescindere dalle specifiche finalità dell’intervento, dell’opzione prevista dall’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020”.
 
Allo stato attuale alle misure alternative di cessione è possibile accedere per le spese per gli interventi di accessibilità fatte all’interno del superbonus 110% cioè quando gli interventi sono fatti congiuntamente a quelli trainanti per l’eco bonus e per il sisma bonus.
 
Le condizioni per l’accesso alla massima misura di agevolazione prevista, possibile per le opere di superamento delle barriere architettoniche, sono state confermate dalla Agenzia delle Entrate (interpello 455/2021), acquisendo le indicazioni dell’interrogazione parlamentate del 29 aprile 2021, che ha precisato non solo che possono essere realizzate, sempre secondo le indicazioni del superbonus, indipendentemente dall’età di chi occupa l’immobile ma anche dalla presenza di persone con disabilità nello stesso.
 
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Immagine tratta da pixabay.com
 

di Giuseppina Carella

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