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In Accessibilità


Responsabilità nella realizzazione di soluzioni per l’accessibilità

Il rispetto della normativa vigente sull’accessibilità è in carico ai tecnici e all’amministrazione, che ne accerta l’adozione. La mancata adozione delle prescrizioni è punita con sanzioni.

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14 agosto 2019

Questo accade dall’entrata in vigore della legge 104/1992, che individua le precise responsabilità in caso di violazione delle normative vigenti e delle procedure edilizie riguardanti interventi finalizzati all’accessibilità per edifici pubblici e privati aperti al pubblico. Precedentemente, nella legge 13/1989 e nella legge 118/1971 (all’articolo 27), infatti non erano previste sanzione per l’omissione o la scorretta applicazione delle prescrizioni tecniche per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Con la legge 104/1992 il rilascio del titolo edilizio, per le nuove costruzioni, per la ristrutturazione di interi edifici e per la modifica di destinazione d’uso di edifici in luoghi pubblici e o aperti al pubblico, viene subordinato alla verifica della conformità del progetto alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche con l’esclusione del rilascio del certificato di agibilità per le opere difformi.
L’iter per la progettazione, realizzazione, verifica e controllo delle opere finalizzate alla accessibilità ricade nelle procedure previste in materia edilizia – DPR 380/2001 – Testo unico edilizia - In questo, l’articolo 24 - Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche della legge 104/1192 è all’articolo 82 al comma 6, che indica: “Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inagibili”.
 
Le figure tecniche/professionisti ed anche i responsabili delle procedure amministrative sono tenuti all’applicazione delle norme nella realizzazione e nella verifica della conformità delle opere. La responsabilità è individuata in carico al progettista, al direttore dei lavori, al collaudatore e al responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità, ciascuno impegnato in un momento preciso dalla stesura del progetto al rilascio della agibilità.
Queste figure, ciascuna per la propria competenza, sono direttamente responsabili, delle difformità che siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone con disabilità. Loro, in caso di violazione, sono puniti con l'ammenda da 5.164 a 25.822 euro e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi.
 
La richiesta dei titoli abilitativi deve essere fatta presso gli sportelli competenti, e deve essere accompagnata da una documentazione grafica e una dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.
 
Ricordiamo che i comuni – con l’entrata in vigore delle norme per la semplificazione amministrativa (cd riforma Madia) - hanno uniformato le procedure e adottato la medesima modulistica per la presentazione delle istanze di richiesta dei titoli abilitativi per la realizzazione degli interventi. Le procedure edilizie, sono state inoltre così definite: edilizia libera (senza necessità di alcun titolo- per gli interventi all’art.6 comma 1 del DPR 380/2001), CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata - per gli interventi all’art.6 bis del DPR 380/2001), SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività – per interventi all’art.22 del DPR 380/2001), SCIA alternativa (Segnalazione Certificata di Inizio Attività alternativa al permesso di costruire – per interventi all’art.23 del DPR 380/2001), PdC (Permesso di Costruire – per interventi all’art.10 del DPR 320/2001).
 
Inoltre, ricordiamo che, sempre in attuazione della stessa riforma, il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - del 2 marzo 2018, entra in vigore il 23 aprile 2018 ha approvato il glossario contenente l'elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività' edilizia libera. Tra le opere che non richiedono alcun titolo abilitativo, sostanzialmente quelle per gli interventi di adeguamento, sono annoverate quelle per l’eliminazione delle barriere architettoniche.  Queste sono definite in: interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio - ai sensi del DPR 380/2001, art. 6, comma 1, lett. b - (questi interventi sono indicati nel D.Lgs. 222/2016, Tab. A, Sezione II –Edilizia- attività 21- ).
Mentre, sono soggetti alla presentazione della CILA quelle, definite: eliminazione di barriere architettoniche (pesanti) - gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche, che comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio (indicati nel D.Lgs. 222/2016, Tab. A, Sezione II –Edilizia- attività 22-).
 
L’ambito prettamente tecnico di questa materia deve essere gestito da tecnici qualificati in grado, non solo di progettare adeguatamente le soluzioni, ma anche di rispondere adeguatamente ad ogni altro obbligo procedurale/amministrativo per ottemperare alle norme per il superamento delle barriere architettoniche.
 
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di Carella Giuseppina

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