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Il "museo liquido": il Museo archeologico nazionale di Cagliari diventa inclusivo

Un'accoglienza "fluida" a seconda delle esigenze, ogni volta e per tutti nuove, dei visitatori. Soluzioni tecnologiche innovative e 4 parole chiave: sostenibilità, replicabilità, riuso, inclusione. Punta di diamante del progetto è l'accessibilità digitale

30 novembre 2015

ROMA - Sarà presentato il 3 dicembre all'auditorium Inail di piazzale Pastore a Roma, il progetto di "museo liquido" di Cagliari. Ne parleranno Elena Romoli e Anna Maria Marras del Polo museale della Sardegna. Nell'estate del 2014 il Museo archeologico nazionale di Cagliari è risultato vincitore della consultazione online #culturasenzaostacoli. Da quel momento il gruppo di lavoro ha iniziato la progettazione di un percorso di accessibilità e inclusività per rendere il museo più vicino ai suoi visitatori e attento alle loro esigenze. Questo percorso, che in realtà, ha assunto una forma più articolata trasformandosi in un disegno più complesso è stato chiamato "museo liquido".

La definizione di liquido riprende e ribalta il concetto di liquidità del filosofo Zygmunt Bauman, come spiega il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo: "Il carattere liquido della vita e quello della società si alimentano e si rafforzano a vicenda. La vita liquida, come la società liquido-moderna non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo". Nel caso del progetto di inclusività del museo, liquido è inteso come fluido, come in movimento, un movimento (di scelte espositive, tecnologiche, soluzioni per l'accoglienza e per la facilitazione alla percorribilità fisica anche con attenzione alla riduzione della "fatica da museo") che deve essere continuo per poter offrire a tutti i suoi visitatori delle esperienze nuove. "La fluidità del progetto - viene spiegato - è data anche dall'avere rivisto alcune scelte tecnologiche ed espositive iniziali in favore di soluzioni più sostenibili ed inclusive. Al gruppo di progettazione iniziale si sono unite altre figure professionali per ampliare le competenze e consentire l'approfondimento di alcune aspetti di fruizione degli ambienti e dei contenuti, mai perdendo di vista le parole chiave del progetto: sostenibilità, replicabilità, riuso, inclusione, sociale".

Oggi il museo è in fase di nuovo riallestimento "attraverso una revisione dell'apparato grafico e linguistico, con la semplificazione del contenitore espositivo e dei suoi modi di presentarsi, con l'attenzione ad individuare font e soluzioni grafiche comprensibili anche per dislessici". Proprio in questi primi giorni di dicembre 2015 iniziano le attività formative che prevedono laboratori, realizzati dall'Istituto di ricerca CRS4, dedicati all'acquisizione in 3D dei reperti esposti e a cui parteciperanno i dipendenti del Museo e alcuni tirocinanti dell'Università di Cagliari. Alle acquisizioni seguiranno le stampe 3D dei reperti realizzati con la collaborazione del FabLab di Sardegna Ricerche (Agenzia della Regione Autonoma della Sardegna), attraverso l'organizzazione di giornate dedicate alla fabbricazione digitale. "Tali attività implementeranno l'esperienza tattile, e quindi il contatto fisico coi reperti archeologici, sia per gli ipovedenti che per tutti i visitatori".

Un altro fondamentale punto del progetto è quello della formazione all'accoglienza destinato a tutto il personale per rendere il museo più accogliente, sviluppato con un progetto in collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari. Altri momenti formativi saranno svolti in collaborazione con le associazioni locali.

Il tema dell'accessibilità digitale, che è uno degli elementi più caratteristici del progetto, si realizza in due momenti principali: la formazione del personale sull'uso di Wikipedia e i progetti ad essa legati (wikimedia commons, wikisources etc), e la creazione del sito web e del catalogo digitale dei reperti che si stanno progettando per rendere accessibile il patrimonio del museo.

I supporti multimediali per la visita, realizzati per essere più inclusivi possibile, sono strettamente legati al sito web e alla digital library integrata, che consentirà alla guida multimediale del museo di attingere contenuti sempre aggiornati in tempo reale. "Un nuovo elemento di condivisione che abbiamo aggiunto in questi mesi è un angolo dedicato al bookcrossing al museo, per lo scambio gratuito di libri sull'archeologia e sulla storia della Sardegna. In questo modo il museo si trasforma anche in uno spazio sociale per la città".

(1 dicembre 2015)

di d.marsicano

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