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Città più accessibili con le Mappe Tattili

Una città accessibile e inclusiva deve offrire strumenti adatti per l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi anche per chi ha problemi sensoriali e percettivi. Una “mappa tattile” è una mappa a rilievo, leggibile al tatto ed alla vista, che rappresenta in modo schematico uno spazio o un percorso.

12 giugno 2015


di Daniela Orlandi

 

Una città può ritenersi accessibile e inclusiva solo se offre strumenti adatti per l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi anche per chi ha problemi sensoriali e percettivi.

Per persone con disabilità visiva è una criticità quella di orientarsi in un ambiente sconosciuto o comunque complesso, come una stazione, un centro commerciale o una piazza.

In base ai dati riferiti dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, in Italia sono 129.220 le persone con deficit visivo, tra ciechi totali o parziali. Rapportato all’intera popolazione italiana, tale dato equivale ad una percentuale dello 0,22% (Ministero della Salute, 2014).

Se si estende l’indagine al continente europeo, emerge invece che sono 20,4 milioni le persone con gravi disturbi alla vista, di cui 2,3 milioni non vedenti, secondo quanto ha reso noto nell’aprile del 2014 la Coalizione europea per la visione (Ecv).

Tuttavia a questi numeri andrebbe aggiunta la popolazione con limitazioni visive più lievi rispetto alla cecità parziale, ma che comunque si traducono in termini di riduzione della capacità di muoversi nelle città in autonomia e sicurezza. 

Peraltro, il numero delle persone interessate ad una città senza barriere sensoriali e percettive è destinato ad aumentare con l’aumento dell’aspettativa di vita.

Le nostre città, in generale, non mettono a disposizione delle persone con disabilità visiva punti di riferimento atti a facilitare loro la mobilità e orientamento, mentre si potrebbe sopperire con rappresentazioni di spazi e percorsi percepibili attraverso l'esplorazione tattile.

A tale riguardo è importante considerare la funzione che possono svolgere le mappe tattili come ausilio per l’orientamento e la mobilità.

Una “mappa tattile” è una mappa a rilievo, leggibile al tatto ed alla vista, che rappresenta in modo schematico uno spazio o un percorso. Può servire ad indicare un percorso o a spiegare le caratteristiche di un luogo consentendo al soggetto di elaborare una rappresentazione mentale dell'ambiente, ossia una mappa cognitiva.

La mappa riporta in rilievo la pianta dello spazio e/o percorso che intende rappresentare ed è in genere associata a scritte informative in alfabeto Braille e in caratteri alfanumerici (anch’essi in rilievo).

Essendo caratterizzata da un buon contrasto tra lo sfondo e gli elementi in rilievo, la sua leggibilità sia visiva che tattile può agevolare l'orientamento e la conoscenza di un luogo o un percorso per tutti. Ma in particolare per le persone con disabilità visiva (cieche o ipovedenti) la mappa tattile può costituire un ausilio determinante per la loro autonomia di movimento nei percorsi cittadini.

In genere, con il termine “mappe tattili” si vogliono indicare quei componenti dei percorsi guidati che servono per favorire l’orientamento delle persone con disabilità visiva. Questa definizione la troviamo anche nel caso delle pavimentazioni tattili, ovvero di quei sistemi di orientamento basati sulla percezione tattilo-plantare. Mappe e percorsi tattili sono quindi componenti di un percorso guidato di una certa complessità.

Vi sono annoverati anche i plastici tridimensionali. Ma un plastico o modello tridimensionale, in scala, può risultare efficace solamente quando si voglia agevolare la comprensione di uno spazio. Non è certamente un mezzo efficace per descrivere un percorso. E comunque la sua realizzazione non è sempre praticabile a causa degli alti costi e della complessità realizzativa.

Le mappe tattili e i disegni a lettura tattile sono invece strumenti di rappresentazione dello spazio di più semplice realizzazione e sempre validi come ausilio all'orientamento per chi ha una disabilità visiva.

 

Secondo la normativa tali sistemi informativi possono risultare determinanti per il superamento delle “barriere architettoniche” come definite al punto c) della definizione riportata nella normativa tecnica di riferimento (DM 236/89 art. 2, e DPR 503/96 art. 1) che le individua come “la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi”. Essi rappresentano un accorgimento utile a favorire l'accessibilità e la fruibilità di luoghi pubblici o aperti al pubblico, di spazi urbani e percorsi pedonali secondo le disposizioni del D.P.R. n.503 del 24 Luglio 1996. Per quanto riguarda la segnaletica tattile per le persone con disabilità visiva il riferimento è la norma UNI 8207, che contiene informazioni sull’altezza del carattere Braille, delle lettere in rilievo e dei simboli usati nelle mappe tattili.

 

Amministratori locali e progettisti che volessero saperne di più possono rivolgersi all’ I.N.M.A.C.I. – Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi e Ipovedenti, per consulenza, informazioni e validazioni al riguardo.

 

Una città più accessibile è anche una città multisensoriale che risulta leggibile, quindi, attraverso le informazioni tattili e comunque con tutti i sensi. E’ un’esperienza sensoriale che può arricchire chiunque.

(DO)

 

Foto: plastico tridimensionale della cittadina di Cambridge, in Gran Bretagna. Foto di Daniela Orlandi

 

di d.orlandi

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