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Agenda Digitale Italiana - obiettivi accessibilità 2019

Entro il 31 marzo di ogni anno le pubbliche amministrazioni pubblicano gli “Obiettivi di accessibilità” nel sito di AgID.

13 marzo 2019

L’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) è l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio alla quale è dato l’incarico di realizzare l’Agenda Digitale italiana - secondo gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea e in applicazione delle indicazioni della strategia Europea 2020-.
Persegue il complesso delle azioni e delle norme, che a partire dal 2012 - anno della sottoscrizione da parte degli Stati Membri della Agenda Digitale Europea presentata dalla Commissione Europea nel 2010 -  sono state definite per contribuire alla diffusione e all’utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e favorire l'innovazione e la crescita economica attraverso la cultura digitale.
 
In questo contesto sono inseriti, come strumento di monitoraggio, gli Obiettivi di accessibilità (come da art. 9 comma 7 del D.L. 179/12 “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla Legge 221/12, e in coerenza con la Legge 4/2004). E, ogni anno, entro il 31 marzo, le pubbliche amministrazioni soggette (secondo le indicazioni di AgID) trasmettono gli obiettivi che intendono perseguire per migliorare il loro livello di accessibilità.
 
In pratica, la singola amministrazione definisce gli ambiti e le modalità con le quali intende perseguire i risultati nell’anno, per quanto concerne gli aspetti dell’accessibilità, anche relativi al telelavoro. Questi vengono trasmessi ad AgID che, oltre a pubblicarli nel suo portale, li utilizza per analizzare il grado d’adozione. Per fare solo alcuni esempi, tra gli obiettivi segnalati con i relativi interventi troviamo quelli che riguardano: il sito web istituzionale (adeguamento alle Linee guida e criteri di accessibilità delle PA oppure, lo sviluppo e l’organizzazione dei contenuti), la formazione con aspetti tecnici e dispense, il sito intranet e le postazioni di lavoro.
 
Inoltre, è fondamentale ricordare, proprio sull’accessibilità dei diversi strumenti informatici, che dal 26 settembre 2018 è in vigore la Legge 4/2004 con le modifiche apportate dal D.Lgs 106/2018. Questo decreto, di fatto, ha introdotto, nella legislazione del nostro paese, la direttiva europea sulla accessibilità dei siti web ed applicazioni mobili, apportando diverse novità.
La Legge 4/2004 risulta aggiornata, sebbene immutato sia l’intento di tutelare il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, attraverso l’accessibilità, definita all’articolo 2:" la capacità dei sistemi informatici ((ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobili, - introdotta con la modifica)), nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”.
Sono prescritti: i principi generali, gli aspetti inerenti la dichiarazione e verifica della dichiarazione di accessibilità oltre che, definito il ruolo di AgID. Alla quale è dato il compito di monitorare l’applicazione della legge e di promuovere azioni per l’applicazione, la diffusione e la condivisione dei risultati progressivamente raggiunti.
 
Per ulteriori informazioni su AgID e per l’invio degli Obiettivi di accessibilità (registrazione, compilazione e link, con specifiche e manuali) è possibile accedere al sito alla pagina web.
 
In AgiD alla pagina dedicata sono disponibili gli elenchi degli enti pubblici che hanno trasmesso gli obiettivi per gli anni dal 2016 al 2019.
 
Documenti di riferimento
 
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di Giuseppina Carella

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  • DLLGPR74H12F205L
    Gentili Signori buongiorno, sono affetto da una patologia neurodegenerativa che non mi permette di camminare con le stampelle per più di 300400 metri. La problematica maggiore è coordinare i passi tuttavia riesco a mantenere una posizione eretta. Conosco molte persone che hanno il mio stesso problema e che riuscendo a stare in piedi, vorrebbero utilizzare il meno possibile ausili con postura a seduta. La posizione eretta permette di mantenere tonici molti muscoli ed evitare inutili atrofie. La mia domanda è questa: esistono già in commercio Segway con seduta per disabili, Un Fisiatra Prescrittore potrebbe ritenere adatto un Segway con manubrio, senza seduta per un disabile come me Mi cambierebbe la vita! Rischi di caduta identici a quelli del Segway con seduta ed inferiori all'utilizzo di bastoni o stampelle. Grazie

  • Esperto canale Barriere SuperAbile Inail
    Gentile Utente,
    In merito alla scelta di un particolare tipo di dispositivo è necessario fare riferimento a due aspetti.

    Il primo, di natura generale, inerente la valutazione di idoneità della persona ai fini dell’utilizzo di uno specifico ausilio, che viene fatta dallo specialista prescrittore che provvedere alla prescrizione del dispositivo di ausilio.
    È solo il professionista che può valutare l’idoneità di uno specifico strumento, e solo sulla base dei una diagnosi circostanziata, da cui proviene l’individuazione e l’indicazione del dispositivo o ausilio e il programma terapeutico di utilizzo.
    Nella prescrizione il medico deve specificare di quale dispositivo protesico, ortosio o ausilio necessita l’utente e indicare il codice ISO corrispondente, precisando, quando necessario, gli eventuali adattamenti necessari per personalizzare il dispositivo.
    “La tipologia di dispositivo/ausilio” è rintracciabile negli elenchi del nomenclatore agli allegati del Decreto Ministeriale – Ministero della Sanità 27 agosto 1999 n. 332 – Regolamento recante norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del Servizio sanitario nazionale: modalità di erogazione e tariffe.

    Il secondo aspetto, più particolare, nel quale potrebbe, solo con le premesse fatte, quindi sulla base delle indicazioni e prescrizioni dello specialista, rientrare la eventualità di utilizzo di altro dispositivo, è relativo alla possibilità di ricorre al principio della “riconducibilità” previsto dal decreto citato art.1 comma 5 del decreto citato che indica:
    ”Qualora l'assistito scelga un tipo o un modello di dispositivo non incluso nel nomenclatore allegato al presente regolamento, ma riconducibile, a giudizio dello specialista prescrittore, per omogeneità funzionale a quello prescritto ai sensi dell'articolo 4,comma 2, l'azienda Usl di competenza autorizza la fornitura e corrisponde al fornitore una remunerazione non superiore alla tariffa applicata o al prezzo determinato dalla stessa azienda per il dispositivo incluso nel nomenclatore e corrispondente a quello erogato.”

    Restando a disposizione per ogni altro eventuale chiarimento si inviano distinti saluti.



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