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Barriere architettoniche, "che fine hanno fatto le risorse per gli edifici privati?"

In un'interrogazione presentata alla Camera, Tommaso Foti del Pdl chiede al ministro Matteoli se quest'anno sia previsto il fondo, istituito da una legge del 1989, e quale sia l'eventuale ripartizione tra le regioni

15 ottobre 2010

ROMA - C'era una volta una legge, la numero 13 del 1989, che prevedeva un fondo speciale, istituito presso l'ex ministero dei Lavori pubblici (ora ministero delle Infrastrutture e dei trasporti), per l'eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il fondo era da ripartire annualmente tra le richiedenti con decreto del ministro dei Lavori pubblici di concerto con i ministri per gli Affari sociali, per i Problemi delle aree urbane e del Tesoro, in proporzione alle esigenze indicate dalle regioni stesse.

"C'era una volta" perché è dal 2004 che le regioni non vedono nemmeno l'ombra delle risorse economiche per la finalità della legge, come rileva Tommaso Foti del Pdl in un'interrogazione presentata alla Camera durante la seduta di mercoledì 13 ottobre. Il parlamentare si è così fatto carico di chiedere al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, se per quest'anno la dotazione del fondo speciale per l'eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati sia stata prevista e quale ne sia stata l'eventuale ripartizione tra le regioni. (dp)

(17 ottobre 2010)

di e.proietti

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